Prodotti tipici e artigianato

Fra tutte le regioni d’Italia, la Sardegna è quella senza ombra di dubbio piena di prodotti tipici legata soprattutto al mondo agro-pastorale come carne, pesce, formaggio, salumi, pasta fatta in casa e i vini, tutti prodotti genuini.
Oltre ai prodotti alimentari tipici l’isola non si fa mancare neanche l’artigianato, che offre tantissime varietà di prodotti che si distinguono per l’originalità e per la fedeltà alla tradizione popolare sarda.

Prodotti tipici della Sardegna
Visto i tantissimi prodotti tipici sardi, parleremo dei più conosciuti e di quelli che almeno una volta nella vita devo essere mangiati.

  1. Pane carasau: il pane carasau dai turisti è conosciuto con il nome di “carta da musica”, perché come spessore non supera i 3 millimetri. Questo tipo di pane proviene dalla Barbagia in provincia di Nuoro, una città di pastori che avevano bisogno di un pane di lunga conservazione e facile da portare quando andavano per molto tempo a lavorare nelle isolate campagne;
  2. Coccoi a pitzus: questo è un pane decorato di semola di grano duro, che in passato veniva fatto solo per matrimoni e feste, adesso invece viene fatto tutto l’anno. Ha una forma rotonda con una crosta dorata e decorata con il coltello e la rotella;
  3. Formaggio pecorino DOP: questo pecorino è il re dei formaggi sardi e simbolo della Sardegna nel mondo. E’ fatto con il latte di pecora sarda pastorizzato e viene di solito confezionato in forme di 3 Kg. Il pecorino sardo si divide in due tipi il dolce ed il maturo, che si differenziano per la stagionatura. Il pecorino dolce viene fatto stagionare per un periodo minore rispetto pecorino maturo che viene fatto stagionare minimo 6 mesi. La tradizione culinaria sarda usa anche arrostire il pecorino in modo da diventare croccante o grattugiato per condire dei primi piatti;
  4. Casu martzu: è noto con il nome formaggio con i vermi. Questo formaggio caprino è caratterizzato dalla particolarità del processo di formazione, cioè viene fatto colonizzare dalle larve della mosca casearia che depone le uova, dopo si trasformano in larve che mangiano il formaggio, quando la percentuale del formaggio e delle larve è di 2 a 1 è pronto per essere mangiato, ovviamente insieme ai vermi;Pecorino fiore sardo DOP: questo formaggio prodotto con latte intero di pecora è a pasta dura cruda. Viene fatto stagionare almeno 6 mesi, ha una crosta gialla scura o marroncina ed il sapore risulta piccante in base al periodo di stagionatura
  5. Cagliu: questo è uno dei formaggi più antichi dell’isola e viene fatto dal rumine del capretto pieno di latte. In pratica quando viene macellato al capretto gli viene asportato il rumine, che verrà riempito di latte materno;Prosciutto di pecora: questo prosciutto tipicamente sardo è fatto di pecora (presuttu e brebei). Viene realizzato dalle migliori cosce di pecora obbligatoriamente sardo, lo si riconosce per la sua forma a pera ed allungata e dal suo sapore con un retrogusto dolce;Abbamele:  questo prodotto è uno dei più antichi della cultura rurale della Sardegna. In pratica si tratta di un decotto di miele e polline, lo si può mangiare sa solo oppure abbinarlo con altri cibi come ad esempio la ricotta;
  6. Bottarga: questo prodotto viene fatto dall’essicazione e salagione delle ovaie di Cefalo o di Muggine. Si mangia cruda tagliata a fette, oppure grattugiata come condimento per primi e secondi;
  7. Torrone: è un dolce tipico sardo a panetti di diverse dimensioni, bianco, morbido e dal profumo intenso. Ci sono due varietà di torrone al miele dolce ed al miele amaro. All’interno ci sono le mandorle, la superficie vien e ricoperta da decorazioni fatte sempre con le mandorle.  A differenza del resto d’Italia, il torrone in Sardegna lo si mangia in estate, infatti è presente nelle sagre paesane estive;
  8. Pardulas: questo dolce come da tradizione sarda viene preparato nel periodo di Pasqua. Sono delle morbidissime tortine di pasta croccante ripiene di ricotta, all’aroma di arancia o di limone;
  9. Papassini: questo dolce viene fatto per la ricorrenza di Ognissanti ed è un impasto di pasta frolla, uva passa, noci, mandorle, miele e scorza di limone o arancia grattugiata, cotti al forno. In base alla zona gli ingredienti variano un po’, l’unica cosa sempre presente è l’uva passa.

L’artigianato tipico della Sardegna
La Sardegna sin dall’antichità ha sviluppato una cultura dell’artigianato che è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, grazie alla sua ricchezza di materie prime.

  1. L’artigianato sardo primeggia nella lavorazione della ceramica, della tessitura, del ricamo, del legno, del metallo, dell’intreccio, del sughero e dell’oro, tramandati da artigiano ad artigiano di generazione in generazione.Artigianato della ceramica: la lavorazione della ceramica risale al periodo Neolitico (VI millennio a.C.). In quel periodo lavoravano la ceramica nel tipico cortile della casa sarda, dove c’era il pozzo dove veniva presa l’argilla, il deposito dove venivano messe le materie prime per essere stagionate, le vasche per la purificazione e la levigazione, il forno, la tettoia per far essiccare gli oggetti realizzati e l’angolo per il tornio. La lavorazione di oggi della ceramica reinterpreta gli oggetti e i decori antichi come ad esempio brocche per l’acqua, fiaschi per bere, orci, vasi e tegami per la cottura del cibo. Una realizzazione tipica sarda che viene fatta solo in occasioni di matrimoni è la “brocca della sposa”, un recipiente utilizzato per l’acqua, che come tradizione fa parte del corredo nuziale della sposa. Questa brocca ha forme e decori diversi in base alla zona;
  2. Artigianato della tessitura: la lavorazione dei tessuti è molto antica. In origine venivano realizzati i tappeti ,che servivano per ricoprire la cassapanca dove all’interno come da tradizione veniva conservato il corredo della futura sposa. Oltre ai tappeti vengono realizzati arazzi, coperte, bisacce, copricapi, scialli, tutti ricchi di disegni e di colori. La materie principale che viene usata è la lana proveniente dalle pecore sarde, ma vengono anche usati il cotone, il lino sardo, la seta sarda e lana caprina. Il tessuto sardo più antico è l’orbace, tutto in lana. Questo tessuto in antichità era essenziale per il vestiario tradizionale sardo ed era di diverse qualità in base alla classe sociale;
  3. Artigianato del ricamo: in passato una delle attività principali delle donne sarde durante la giornata era il ricamo. Cucivano e ricamavano i tessuti che erano destinati ai corredi e rifinivano i vestiti tradizionali sardi non solo con filo e seta, ma anche con oro e argento e le camice erano rifinite con ricami e merletti. Ancora oggi l’arte del ricamo viene tramandata di generazione in generazione;
  4. Artigianato del legno: la lavorazione del legno è diffusa su tutta l’isola, ma in particolar modo nel cuore della Barbagia (provincia di Nuoro), dove vengono realizzati mobili di ogni tipo. In passato venivano realizzati cassapanche intagliate dove venivano conservati il corredo della sposa e queste cassapanche erano uno dei pochi mobili che si trovavano all’interno delle case sarde, gli altri mobili erano il letto, la culla, lo scaffale per i piatti (su parastaggiu), il tavolo e le sedie. Gli intagli rappresentavano figure di volatili, di cavalli, di fiori e di simboli astratti;
  5. Artigianato del metallo: la lavorazione del metallo è molto antica, sia per gli oggetti comuni e sia per gli oggetti preziosi. In passato veniva usato il rame per realizzare caldaie, bracieri con il bordo in ottone e pentole. Oggi oltre al rame viene usato anche il ferro per realizzare speroni e morsi per i cavalli, graticole, ringhiere, lampadari, coltelli, etc. Famosi nel mondo i coltelli chiamati “leppas” dalla lama affilatissima e dall’impugnatura in corna di montone o di muflone;
  6. Artigianato dell’intreccio: anche l’arte dell’intreccio è una tradizione molto antica. Molto particolari i canestri che hanno forme diverse e semplici disegni, ottenuti utilizzando parti della corteccia di diverso colore. Nella zona di Cagliari vengono realizzati cestini di giunco decorati all’interno con delle stoffe ricamate, nella zona di Oristano vengono realizzati stuoie e canestri ottenuti dall’intreccio di piante che si trovano nelle paludi;
  7. Artigianato del sughero: la lavorazione del sughero per la sua semplicità e per il tipo di materia prima è uno degli artigianati che rispecchia molto la cultura e la tradizione sarda. Anticamente con il sughero venivano fatti le tegole per le case, oltre a recipienti come i vassoi per l’arrosto, le saliere, le misure per i legumi ed i cereali e le forme per mettere il latte e la ricotta. Oggi invece con il sughero vengono realizzati cartoline, portacenere, vasi e ovviamente pregiati tappi per le bottiglie dei migliori vini sardi;
  8. Artigianato dell’oro: In passato il metallo più utilizzato per la realizzazione di gioielli era l’argento, ma adesso si è anche diffuso l’uso dell’oro. La lavorazione dei gioielli riprende la tradizione del costume sardo e destinati nelle feste e nei matrimoni. Un gioiello famoso è la “fede sarda”, la “corniola di Nuoro”, belli anche i gioielli decorati con il corallo (l’oro rosso sardo) superiore ai tutti i coralli che si trovano nel mondo.