Cuglieri

Cuglieri Cuglieri

Cuglieri, il paese sospeso tra mare e monti


Cuglieri è uno dei paesi della Sardegna più stimolanti in assoluto.
Come tanti paesi negli ultimi anni soffre della piaga dello spopolamento vedendo i suoi abitanti diminuire sempre più  a causa della mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani.
Eppure si tratta di una vera e prorpia perla, visto che offre tutto ciò che l' uomo piò desiderare.
Un paesaggio incontaminato tra Monti e Mare dove la Natura domina incontrasta. 
Parleremo di Cuglieri in maniera completa per far conoscere  a chi cerca la Sardegna, un luogo ai più sconosciuto ma ampiamente meritevole di maggiori attenzioni 
La sua storia, il territorio, le sagre, le tradizioni... tutto per farvi conoscere uno dei paesi più affascinanti di tutta la Sardegna.

 

Storia di Cuglieri

 

Come ci testimoniano i diversi elementi litici in selce e ossidiana, Cuglieri, fu abitata fin dal Neolitico antico (5700-5300 a.C.) e fu interessata dalla civiltà nuragica (come dimostrano i numerosi nuraghi monotorre e le dodici tombe dei giganti giunte fino a noi).
Nei pressi dell’odierna Cuglieri – più precisamente tra Santa Caterina di Pittinuri e S'archittu, a18 miglia da Bosa e da Tharros– i cartaginesi fondarono nell’ultimo quarto del VI secolo a.C. la città di Cornus: l’abitato era completato da un’acropoli sul colle di Corchinas (dove si possono ancora individuare i resti della cinta muraria che la proteggeva).
La città fu protagonista, nel 215 a.C., della lotta decisiva che si svolse tra i sardo-punici capeggiati, senza fortuna, da Ampsicora (magistrato supremo di Cornus) e dal figlio Josto contro il console romano Tito Manlio Torquato.
Cornus, passò quindi, sotto il controllo romano e con ogni probabilità, in virtù della sua posizione strategica lungo la strada littoranea, si configurò come un importante centro commerciale.
Quasi sicuramente, vista la presenza al Concilio di Cartagine del 484 del vescovo cornuense Bonifacio, in epoca vandalica e bizantina la cittadina divenne sede vescovile.
Poi, però all’inizio del Medio Evo arrivarono i musulmani del nord Africa (berberi) e Cornus venne abbondonata: gli abitanti si spostarono nell’attuale Cuglieri (chiamata dai romani Gurulis Nova), fondata dagli abitanti di Gurulis Vetus (l'attuale Padria) intorno al II secolo a.C.

Cuglieri, parte del Giudicato di Torres, divenne capitale della curatoria del montiferru; e nel 1160, il fratello del giudice Barisone di Torres, Ottocorre, per difendersi dagli attacchi del Giudicato di Arborea vi fece costruire un castello (Casteddu Ezzu).
Con la caduta del Giudicato di Torres, nel 1259, Cuglieri passò agli Alborea e, un paio di secoli dopo (1410) in seguito alla “resa di san Martino fuori le mure” il borgo ed il suo castello finirono sotto il regno di Sardegna e Corsica.
Poco più tardi, come altri centri sardi, anche Cuglieri venne trasformata in feudo (con i villaggi di Sennariolo, Santu Lussurgiu, Scano, Flussio e Sietefuentes).

Il primo feudatario, Guglielmo di Montañans, nel 1421, cedette i suoi territori a Raimondo Zatrillas.
I Zatrillas amministrarono Cuglieri fino al 1669 e, oltre, ad incentivare l’olivicoltura, ampliarono la chiesa della Madonna della Neve e costruirono il convento dei Servi di Maria.
In seguito alle peripezie di Francesca Zatrillas, ultima feudataria della famiglia, il feudo passò sotto il controllo della Corona ed il castello fu abbandonato a partire dal 1670 (anno in cui fu costruito il convento dei Cappuccini e l’annessa chiesa).
Nel 1821 Cuglieri divenne capoluogo di provincia (sostituendo Bosa); la provincia, che ospitava circa 35000 abitanti comprendeva 25 comuni (suddivisi in 4 distretti: Cuglieri, Bosa, Bortigali, Santu Lussurgiu).
Il decreto Rattazzi, nel 1859, abolì tutte le province della Sardegna (ad eccezione di quelle di Sassari e di Cagliari) e Cuglieri entrò a far parte del Circondario di Oristano e, dunque, della provincia di Cagliari.
Nonostante avesse perso il suo ruolo di capoluogo di provincia, Cuglieri, all’inizio del Novecento, si presentava come un centro ben sviluppato e fiorente, dotato di importanti servizi pubblici (come la banca o l’ufficio postale telegrafico) e di una buona rete elettrica, idraulica e fognaria. Inoltre, il Comune era in grado di assicurare l’assistenza medica gratuita ai più indigenti.
Nel 1924 Cuglieri, venne anche scelta come sede della “Pontificia facoltà teologica della Sardegna”, (la prima facoltà teologica italiana extra urbem) e, quattro anni più tardi, dopo essere stata aggregata alla nuova provincia di Nuoro, ospitò la prima colonia antimalarica dell'isola (Il Sanatorio Vittorio Emanuele III di Cuglieri per i bambini malarici), attiva fino al 1948.
Oggi, Cuglieri, famosa per il suo ottimo olio di oliva, si presenta come un borgo di mare vivace ed orgoglioso delle proprie tradizioni.


Cuglieri mare e costa

Cuglieri e il suo Territorio


Cuglieri, oggi in provincia di Oristano, si sviluppa nell'antica regione del Montiferru (nella parte centro-occidentale della Sardegna) ed occupa una superficie di 120,6 km² (è il comune più esteso della provincia).
Il borgo, che ospita circa 2.700 abitanti (cuglieritani), sorge ai piedi del versante occidentale del massiccio, di origine vulcanica, del Montiferru, e comprende 3 frazioni:

Santa Caterina di Pittinuri: è una frazione marina e si sviluppa, tra Punta Cagaragas a sud e il promontorio della torre Pittinuri a nord, pochi km più a Nord rispetto al golfo di Oristano.
Risulta divisa in due parti dal rio Santa Caterina che l'attraversa perpendicolarmente alla costa.
E’ famosa, oltre che per le sue belle spiagge, per la presenza di uno scenografico costone di roccia calcarea a picco sul mare denominato in sardo " 'Sa rocca de cagaràgas ".

S'Archittu: frazione marina che deve il suo nome all'arco di roccia naturale (in sardo appunto s'archìttu) che, dall’alto dei suo 15 metri, domina la sua cala; nel corso degli anni è stata location di numerosi film: Notte d'estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico di Lina Wertmüller, La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli e Una piccola impresa meridionale di Rocco Papaleo, solo per citarne alcuni.

Torre del Pozzo: frazione marina che deve il suo nome alla presenza della caratteristica torre d'avvistamento spagnola.

Cuglieri, bagnata ad ovest dal mare di Sardegna confina con gli abitati di: Narbolia, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro, Seneghe, Sennariolo, Tresnuraghes.
A nord, il borgo è delimitato dal Rio Mannu, mentre, a Sud, scorre il Rio Pischinappiu.
La cittadina è famosa per ospitare, nei pressi della torre costiera spagnola, la scenografica Cascata a mare di Cabu Nieddu, che si getta nel mar di Sardegna con un salto di 40 metri.
Notevoli sono anche le cascate create, in una profonda forra, dal Rio Molinos: i salti hanno un'altezza a monte di 443 m sul livello del mare e a valle di 413.
Nella campagna che porta a Santu Lussurgiu, inoltre, si può ammirare un dicco, una particolare formazione rocciosa costituita da un'intrusione di origine ignea.
La natura è stata particolarmente generosa con la cittadina di Cuglieri: qui, dove il mare incontra la montagna (arrivando a sfiorare il Monte Urtigu a quota 1050 metri), è tutto un susseguirsi di boschi (si ricordano, in particolar modo i boschi di Su Monte 'e s'Ozzu e de La Madonnina) e sorgenti, dolci insenature marine abbracciate da verdi pinete e scogliere.

Il Montiferru, poi, come è noto, si contraddistingue per la straordinaria ed inconsueta varietà di specie: salendo di quota, si passa, quindi dalla tipica vegetazione costiera alla macchia mediterranea, toccando oliveti, vignetti e i frutteti prima di terminare con le leccete e i pini.
Non mancano, infine, mirto, ginestra, rosmarino, quercia, roverella, lentisco, corbezzolo, pero selvatico e l’agrifoglio.

Per quanto riguarda, la fauna, molto diffusi sono: cinghiali, volpi, lepre, coniglio selvatico, muflone e cervo sardo; tra i volatili, si segnalano: l'upupa, la ghiandaia, il tordo, il pettirosso, la cornacchia grigia, la poiana, il gheppio e l’avvoltoio.

Il territorio cuglieritano ospita anche una cinquantina di siti archeologici: "Oratiddo, Nuraghe Maggiore, Baragiones, Mannigos, Frommigas e Uglieras", sono i più noti.
Fanne Massa, Pittudi, Sa grutta de Serruggiu e Sa spelunca de nonna, sono, invece, le più importanti domus de janas.
Tra le frazioni costiere di Santa Caterina di Pittinuri e S'Archittu, in località Columbaris, vi è l’importante insediamento di Cornus dove è possibile ammirare un raro esempio sardo di battistero paleocristiano.
Tra i paesi di Cuglieri, Seneghe e Narbolia vi è la miniera di Ferro di Monte Ferru (detta anche Su Enturgiu).

Cuglieri sarchittu

 

Le Spiagge di Cuglieri

Il litorale di Cuglieri vede l’alternarsi di calette sabbiose a coste frastagliate. Scopriamo insieme, alcune delle sue più belle spiagge:

Spiaggia is Arenas: è tra le spiagge più note e frequentate e si sviluppa tra i comuni di Cuglieri (la parte nord), Narbolia (la parte centrale) e di San Vero Milis (la parte a sud); di sabbia dorata, è lunga circa 6 km ed è delimitata a nord dalla punta di Torre del Pozzo e a sud dal canale artificiale di Is Benas. Spesso ventosa, è dotata di diversi servizi.

Spiaggia S'Archittu: piccola spiaggia di sabbia color ocra scuro, bagnata da un mare limpido ed azzurro.
I suoi fondali bassi, dolcemente degradanti verso il largo, la rendono particolarmente adatta a famiglie con bambini.
Famosa per il suo arco scavato dal mare nella roccia calcarea, può contare su bar e ristoranti nelle vicinanze.

Spiaggia Santa Caterina di Pittinuri: deliziosa caletta che si sviluppa tra l’insenatura di Punta Cagaragas e il promontorio della torre Pittinuri.
Alquanto suggestiva – è circondata da roccia calcarea – questa spiaggia di sabbia dorata a grani medio grossi, mista a sassi, ospita anfratti e grotte (la più famosa è la Grotta su Coduleddu).
Facilmente raggiungibile e ben organizzata, è molto frequentata anche dagli appassionati di windsurf.

Spiaggia Binzale 'e Mare: in località Torre del Pozzo, è una bella spiaggia di sabbia grigia, bagnata da un mare smeraldino.
I fondali sabbiosi, però, si fanno quasi subito profondi. Ben organizzata.

Spiaggia Sa Capanna: in località Torre Su Puttu, si presenta come una piccola caletta di spiaggia dorata, bagnata da un mare limpido, con fondali rocciosi e piuttosto profondi.
Non è attrezzata.

Spiaggia Stella: non lontano dalla più nota spiaggia di S'Archittu è di sabbia grigia con qualche ciottolo.
I fondali, rocciosi, si fanno subito profondi. Sebbene non offra alcun servizio è spesso affollata.

 

Cuglieri santa caterina

 

Cuglieri: Sagre e Feste 

Cuglieri, custodisce gelosamente un notevole patrimonio folkloristico. Scopriamo, insieme, le principali feste:

Falò per le feste di Sant'Antonio (patrono della pastorizia e dell'agricoltura) e di San Sebastiano (invocato contro la peste): il 17 e il 20 gennaio per tradizione vengono accesi dei falò (i principali in piazza Santa Croce e in piazza Cappuccini).
Il legname viene accatastato, fino a formare un’altissima piramide e all’imbrunire, dopo la benedizione, tra il sacro ed il profano, i fedeli girano tre volte in senso orario e altre tre in senso antiorario.
In occasione della festa di San Antonio fa la sua apparizione Sos Cotzulados, la maschera tipica locale.

Carnevale: il carnevale di Cuglieri è uno dei più particolari.
Le sue origini sono pressoché sconosciute anche se, con ogni probabilità, fu “rivisitato” dai gesuiti nel corso del Settecento.
In occasione del carnevale, sfilano carri allegorici e i Sos Cotzulados, vestiti di pelle di capra (o vitello) e con maschere adornate da conchiglie o valve (che danno proprio il nome al costume).
Il viso di Sos Cotzulados è tinto di ocra gialla ed è caratterizzato da un solo corno posto al centro della fronte (forse un riferimento alla cornucopia e all’abbondanza).
Le ultime edizioni sono state allietate da Binu in Màschera: il tour delle cantine delle centro storico.

Settimana Santa: Cuglieri vive con passione e devozione la settimana santa e i suoi riti.
Il venerdì prima della domenica delle palme l'arciconfraternita del Convento porta in processione il simulacro dell'Addolorata, mentre la domenica la confraternita del Santo Rosario organizza la tradizionale processione con gli ulivi.
La settimana entra nel vivo il giovedì, con la celebrazione della messa in Coena Domini, seguita dalla processione de Sas Chilcas.
Il venerdì santo, invece, è il giorno dedicato al S'Incravamentu (rappresentazione della passione, crocifissione e deposizione di Gesù) seguita dalla processione del penitente con la contrarughe.
In serata, viene organizza un'altra processione con l'Addolorata e “la predica de S'Iscravamentu”.
Per tradizione, la mattina del sabato santo, vengono visitati i sepolcri della confraternita, mentre la domenica di Pasqua, dopo la messa si svolge la processione del S'Incontru.

Monumenti aperti: in maggio Cuglieri è protagonista di una grande kermesse volta alla promozione e alla valorizzazione dei beni culturali.
Nata nel 1997 a Cagliari, oggi, grazie all’impegno della ONLUS Imago Mundi, la manifestazione coinvolge circa 50 amministrazioni comunali.
Per l’occasione Cuglieri, mostra i suoi tesori e li racconta attraverso visite guidate gratuite ed un ricco programma di eventi collaterali.

Festa di San Giovanni Battista: si celebra il 24 giugno con la tradizionale accensione dei falò e il rito de “S'abba muda”: al tramonto i cuglieritani dopo aver toccato la statua del santo nella chiesa di S. Giovanni Battista raggiungono, a piedi, la fontana “Tiu mèmmere”; il percorso, però, è molto particolare perché si cammina solo lungo i bordi delle strade (si crede, infatti, che il giorno di San Giovanni siano i morti ad occupare il centro della strada).
Una volta giunti alla fontana, in silenzio, si lavano le mani e si bagnano il viso. Sempre in religioso silenzio, ritornano alla chiesa, senza mai voltarsi indietro.

Festa patronale santa Maria ad Nives: il 5 di agosto, Cuglieri, celebra la sua patrona.
Oltre alle tradizionali celebrazioni religiose, si organizzano serate musicali, momenti d’intrattenimento per grandi e piccini e spettacoli pirotecnici.
Alla festa sono legate diverse leggende. Una delle più note narra che nel 1300 sulla spiaggia di Santa Caterina di Pittinuri, arrivò, portata dalla corrente, una grande cassa in legno, contenente il simulacro della Madonna.
In un primo momento si pensò di portare la statua, con un carro a buoi, nella chiesa di Santa Silvana, ma gli animali, nonostante gli ordini dei carrettieri, non si fermarono e proseguirono fino alla cima del monte Bardosu.
Da qui, non si smossero fin quando si decise di edificare un santuario in onore della Vergine Santissima della Neve.

Sagra delle Panadas: in agosto si svolge una delle sagre più golose.
La panada è una torta salata che racchiude un ripieno a base di agnello, patate e aromi.
Per l’occasione, vengono organizzate anche dimostrazioni volte a spiegare la preparazione di questo piatto della tradizione.

 

Cuglieri tradizioni

 

Prodotti tipici di Cuglieri 


Cuglieri è, da sempre, uno de principali centri specializzati nella produzione di tappeti, arazzi e copricassa di vario materiale.
Le botteghe locali sono punto di riferimento non solo per il ricamo, ma anche per la “prendidura” (le frange in cotone che ornano asciugamani e coperte da corredo),

Gli artigiani, inoltre, lavorano con passione e maestria il sughero, il legno ed il rame.
I cugliaritani sono particolarmente orgogliosi dell’abito tradizionale; il costume femminile è composto da una giacca di panno scuro, con maniche a tre quarti, impreziosita da inserti in seta o raso color avorio. La camicia è bianca ed ampia mentre il grembiule di seta copre una gonna, anch’essa di panno scuro, caratterizzata da una balza plissettata di raso color crema.
Il costume di vitello è composto da un gilet di pelle di vitello spesso indossato sopra "su zippone", un giubbetto di panno nero a doppio petto e senza maniche.

Cuglieri, è famosa per l’ottimo olio di oliva, ma non solo.
Le zone collinare ben si prestano all’allevamento ovino e bovino ed alla coltivazione della vite.
Nei boschi, si possono trovare funghi, castagne, noci e anche tartufi.

Il piatto più tipico di Cuglieri è rappresentato dalla panada, una torta salata che racchiude un ripieno di maiale, manzo, carciofini, piselli, fave, olive e noce moscata.
Molto diffuso è anche la corona de pichirittos, dolce fritto e caramellato preparato con uova, farina, zucchero e olio di oliva.
I primi piatti che riempiono le tavole cuglieritane sono:
o i “Cululzones” una sorta di raviolo ripieno (con ricotta, patate o formaggio e bietole) e condito da uova, prezzemolo e zafferano.
Viene preparato a mano, con tanta pazienza, lavorando l’impasto all’interno di un recipiente di terracotta.
o i “Maccarrones de Busa”: pasta casereccia preparata con semola di grano duro che ricorda, nel formato, i bucatini;
o La Fae E Laldu: zuppa di fave, verdure selvatiche, olive, olio e “piedino di maiale”
o Pillus: pasta fresca, che per la forma, ricorda i tagliolini; vengono preparati in brodo (di pecora o di manzo) e conditi con abbondante pecorino.
o Sos Cannisones: preparati con il tornio secondo antiche tradizioni sono la specialità.

Immancabile è il porcheddu sardo, maialetto arrosto aromatizzato con rametti di mirto.
Tanti i piatti a base di pesce: dalle semplice spigole fino alla bottarga di muggine o di tonno.

Ottimi anche i formaggi: anche qui, si può mangiare del Bonassai, stagionato, a pasta bianca e molle, dal tipico sapore acidulo.

Per quanto riguarda il pane, oltre al classico pane carasau, si può provare il coccorreddu e s'ou, pane di grano duro preparato in prossimità della Pasqua.

Oltre alle tradizionali seadas (dolci di pasta sfoglia di semola di grano duro e strutto, ripieno di formaggio vaccino fresco, scorze di limone e semolino), anche a Cuglieri, per Ognissanti si preparano i Papassinos,

Tra i vini, si producono i classici dei vini sardi: Campidano, Cannonau di Sardegna, Malvasia, Sardegna Semidano, Vermentino e Vernaccia di Oristano.

Crediamo che come prima infarinatura possa bastare per incuriosirvi.
A Cuglieri c'è di tutto e di più e ogni tipo di gusto e di desiderio può essere soddisfatto.
Inoltrarsi tra le viuzze strette del centro storico alla scoperta delle chiesette e degli angoli più caratteristici del borgo, è come tornare indietro nel tempo e ritrovare ritmi e modo di vivere di cui ancora oggi abbiamo estremo bisogno.
Siamo certi che possa essere una bella scoperta per tante persone.

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