Quartu Sant Elena

Quartu Sant Elena Quartu Sant Elena

Quartu Sant Elena, la città delle tradizioni


Con i suoi settantamila abitanti Quartu è la terza città della Sardegna per numero di abitanti, dopo Cagliari e Sassari, e, oggi, costituisce un aggregato demografico piuttosto complesso considerando il fatto che negli ultimi decenni è sempre stata considerata città dormitorio.
Proprio a Quartu, infatti, si riversavano “cagliaritani” spesso single o giovani coppie, che non riuscivano a far fronte ai costi di acquisto o di affitto del capoluogo.
Quartu, per molti dei suoi residenti di ultima generazione è stata quindi una scelta di ripiego e quasi forzata.
Tanto che gli interessi famigliari, le amicizie e il lavoro per molti sono rimasti su Cagliari e Quartu è stata vista proprio come luogo dove dormire.
Questo ha fatto si che ci fosse uno scarso attaccamento alla città e alle sue tradizioni da parte delle nuove generazioni di residenti, lasciando alle spalle una Quartu poco vissuta e poco amata.

Eppure, come in ogni luogo, se ci si addentra nei meandri della storia, delle tradizioni e della cultura in genere, ci si rende conto di quanto una città possa essere sottovalutata.
Abbiamo così intrapreso un “viaggio” nella nostra città di adozione, una delle tante a cui in tempi diversi, ci siamo affezionati.

Quartu Sant Elena è diversa da altre città e in questa diversità possiamo scoprire la sua bellezza.
Nonostante abbia una popolazione di 70.000 abitanti e sia stata qualche decennio fa, nel 1959 esattamente,  “accreditata” come città, è un grande paese nato dall’ unione di più villaggi vicini tra loro.


Breve Storia di Quartu Sant Elena


La stessa origine del nome lo testimonia: Il primo nome era Quarto ab Urbe Lapide, ad indicare che la città sorge al quarto miglio della strada che collegava Cagliari a Palau.
Quindi, come si usava, probabilmente proprio qui sorgeva una stazione romana, primo nucleo abitato della zona.
Molto tempo dopo, nel 1327, due villaggi vicini, Quarto Domino e Quarto Josso, si fondono insieme al villaggio di Cepola.
Nel 1826, con regio decreto, si aggiunge al nome Quarto, quello della patrona, diventando Quarto Sant Elena che solo nel 1862 diventerà definitivamente Quartu Sant’ Elena.
In tutto questo mutar di nomi, si è passati attraverso diversi popoli, come al solito per la Sardegna, in base al dominatore di turno.
Il territorio si prestava bene a una vita agreste e in più il mare vicinissimo e le colline a un passo, rendevano tutta la zona oltremodo amata dai locali ( i primi insediamenti li troviamo già in età neolitica e nuragica) ma appetibile anche da popolazioni affamate di terre da conquistare.
Nei secoli sono passati i Fenici, i Cartaginesi e i Romani che qui incominciarono l’ estrazione del sale.

 

Quartu Sant Elena


Poi i Vandali e i Bizantini; successivamente i Pisani e dopo gli Aragonesi nel 1323 che lasceranno il posto per un breve periodo, nel 1353 alle armate giudicali di Mariano IV di Arborea.
Nel 1400 e 1500 il territorio continua ad essere afflitto da diverse disavventure e così si possono chiamare; dall’ invasione delle cavallette, alla incursioni dei Saraceni, alla carestia fino alla peste che decima buona parte della popolazione della zona, così come accadde poi, in maniera ancora più grave, nel 1652, sempre sotto il dominio aragonese.
Nel 1711 Carlo VI concede in Feudo Quarto alla Famiglia Pes che la manterrà fino al 1836 anche durante il Regno dei Savoia che sostituiscono al potere gli spagnoli nel 1718.
Nel 1793 anche i Francesi provano a conquistare la città ma vengono respinti dalla popolazione locale.
Nel 1862, un anno dopo l’ unificazione d’ Italia, il nome passa da Quarto a Quartu Sant Elena.
Il resto è storia recente e proprio da qui si deve ripartire per movimentarla un po e portare la “nostra” città di adozione a un livello successivo, dal punto di vista economico e culturale, per fare anche di Quartu una città Turistica.


Quartu Sant Elena ai nostri giorni



Oggi riteniamo di dover  concentrare gli sforzi nel far  crescere Quartu anche dal punto dell’ attrazione turistica, mettendo in evidenza i tesori che troppo spesso rimangono nascosti ai più.

Il Turismo può essere il settore trainante per tutto il comparto economico cittadino: agroalimentare e quindi tutto ciò che è legato ai prodotti tipici locali e alla ristoranzione, passando per i vini, i dolci sardi, il pane tipico..., l' accoglienza con B&B in pirmo piano ma anche case vacanza e hotel, l' artgianato locale legato alle tradizioni più antiche e tutto ciò che dal turismo può tarne giovamento.

 

Quartu arte cultura min

Anche dal punto di vista Naturalistico, diventa vitale l’integrazione dell’area umida del Molentargius con il sistema Spiaggia di Quartu - Poetto - Saline, la costa con la cornice dell’area montana del Serpeddì - Sette Fratelli e la porzione di territorio in esse compreso.
Non di solo mare, come spesso si dice, da chi punta sempre, non riuscendoci quasi mai, all’ allungamento della stagione turistica oltre ai soliti mesi estivi di Luglio e Agosto.

Per questo si rende necessario far conoscere anche fuori dal territorio le offerte culturali già presenti e crearne di nuove, legandole in particolare alle tradizioni più antiche e ai prodotti tipici della cucina e dell’ artigianato locale.

In questi casi, lasciando da parte questioni di campanilismo, è importante fare squadra.
Non solo rete tra imprese ma anche unione tra comuni.
I piccoli come Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, devono cogliere l’ opportunità di una Cagliari più Turistica.
Il Capoluogo come punto di attrazione principale che permette poi alle realtà minori vicine di farsi conoscere grazie alle proprie particolarità e ai tanti tesori nascosti.

Questo è ciò che proponiamo per una crescita comune di tutte le realtà imprenditoriali della zona.

Metterci in mostra e farci belli. Vestire l’ abito della Festa e invitare i graditi ospiti.
Per questo parleremo anche delle Sagre cittadine e ne proporremmo di nuove.
Mostreremo Quanto di bello può mostrare la città: le sue chiese e i suoi musei, ma anche le tipiche case campidanesi, uniche e particolarmente apprezzate da chi ha avuto modo di visitarle.


Parleremo della nostra Basilica, Sant Elena Imperatrice così come delle chiese minori, Sant Agata, Sant Antonio, Santa Maria di Cepola, Sant Efisio, San Benedetto,  San Pietro di Ponte nel Cimitero monumentale…
Parleremo dei due musei della città, fondati da un privato cittadino con la passione per la sua terra: Sa Domu’e Farra e il Ciclo della Vita. Piccoli musei in divenire che denotano però la mancanza a livello istituzionale di un piano di sviluppo culturale non esattamente all’ altezza per usare un eufemismo.

Parleremo poi di ciò che rimane in città e nel territorio della storia che in breve abbiamo raccontato.
I resti della tomba dei Giganti di Niu ‘e Crobu, dei tanti piccoli resti di nuraghi tra cui spiccano il complesso Diana, Serra Paulis, Tuvu Mannu, Capitana… Me sono stati contati più di 35 su tutto il territorio.

Ricorderemo poi tutto ciò che anche la Natura ha voluto donare a questo territorio: mare meraviglioso, lo stagno di Molentargius, tra le aree protette più belle del Mediterraneo e i vicini Monti dei 7 Fratelli, territorio incontaminato per escursioni e gite alla ricerca di funghi, asparagi, mirto…

Insomma, se siete a Cagliari o in qualsiasi parte della Sardegna, visitate anche Quartu Sant Elena per scoprire quelle tradizioni del passato che poche altre città possono tramandare.

 

Il Poetto Quartu

Il Mare di Quartu Sant' Elena e le sue spiagge più belle.

L' abitato Quartu Sant Elena dista poco più di un km dalla Spiaggia del Poetto.
Quindi la gente del posto, apporffitta della vicinanza al mare per recarsi a piedi, giornalmente, durante tutto l' arco dell' anno nella bellissima spiaggia sabbiosa.
Buona parte dell' attività all' aperto si svolge proprio in riva al mare dove sono presenti numerosi bar, ristoranti e locali e dove è possibile passeggiare a piedi o in bici nelle lunghe piste appositmante predisposte e che costeggiano il lungo mare.
Arrivare fino al Poetto è quindi visto come una abituale e quasi necessaria attività fisica giornaliera, tanto più che il percorso è accompagnato dalla presenza ormai costante dei fenicotteri rosa e altre specie di ucelli che dimorano nello Stagno di Molentargius e nel parco annesso.
Il Poetto è una lunga spiaggia sabbiosa condivisa con Cagliari ( 10 km in totale) con diversi stabilimenti balneari, e i famosi chioschi sulla spaiggia, dove si può mangiare, prendere un aperitivo, e rilassarsi guardando il mare.
Proseguendo verso Ovest per qualche minuto, arriviamo a Margine Rosso, zona di Quartu con bellissime ville e con una spiaggia sabbiosa riparata, con bassi fondali e quindi adatta per famiglie con bambini.
Se ci si inoltra ancora per qualche km, incontriamo varie località marine dove sono presenti diverse tipologie di costa, spesso sabbiosa e qualche volta con ciottoli e scogli.
Incontriamo quindi Santa Luria, Flumini, Sant Andrea... per arrivare a Capitana, una delle spiagge più belle della zona, importante anche per la presenza del grazioso e funzionale porticciolo turistico.

 

 

 

Spiaggia di Capitana

usciti da Quartu S. Elena, percorrendo la Strada Panoramica che porta a Villasimius, s’incontra Marina di Capitana e la sua stretta lingua di spiaggia bianca.
Caratterizzata da fondali sabbiosi e limpidi è circondata da colline di tamerici ed eucalipti.
A Capitana c'è un piccolo ma bello e funzionale Porto Turistico, meta degli amanti della vela e degli appassionati di pesca.

 

Spiaggia di Is Mortorius

nell’omonima località di Quartu S. Elena è tranquilla e frequentata da molti amanti della pesca subacquea.
Ha fondali, piuttosto bassi, di ghiaia a grani, alternati a sabbia e qualche scoglio.

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S
piaggia di Mari Pintau

splendida spiaggia di Quartu Sant' Elena, insignita della Bandiera Blu.
Il particolare nome (traducibile con "mare dipinto") è un omaggio alla straordinaria bellezza di questo litorale di ciottoli sempre affollato, ma pulito e ben organizzato, i fondali sono bassi e sabbiosi.

 

Spiaggia di Cala Regina

spiaggetta tranquilla di ciottoli, rocce e piccoli scogli che si trova in località Terramala, nel comune di Quartu Sant'Elena.
Lambita da un mare quasi caraibico è sovrastata da uno scenografico strapiombo che ospita una torre d'avvistamento spagnola.

 

Spiaggia di Kal'e Moru

in località di Geremeas (Comune di Quartu S. Elena), poco lontano dal Parco dei Sette Fratelli, questa lunga spiaggia di scogli vanta fondali sabbiosi ed è costantemente battuta dal vento (particolare che la rende meta prediletta dei surfisti).

 


Spiaggia di Baccumandara

in località “Geremeas”, nel comune di Maracalagonis, questa spiaggia facilmente accessibile e ben attrezzata, è di sabbia chiara a grani grossi ed è circondata da promontori e macchia mediterranea.

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