Quartu Sant Elena

Quartu Sant Elena Quartu Sant Elena

Quartu Sant Elena, la città delle tradizioni


Con i suoi settantamila abitanti Quartu è la terza città della Sardegna per numero di abitanti, dopo Cagliari e Sassari, e, oggi, costituisce un aggregato demografico piuttosto complesso considerando il fatto che negli ultimi decenni è sempre stata considerata città dormitorio.
Proprio a Quartu, infatti, si riversavano “cagliaritani” spesso single o giovani coppie, che non riuscivano a far fronte ai costi di acquisto o di affitto del capoluogo.
Quartu, per molti dei suoi residenti di ultima generazione è stata quindi una scelta di ripiego e quasi forzata.
Tanto che gli interessi famigliari, le amicizie e il lavoro per molti sono rimasti su Cagliari e Quartu è stata vista proprio come luogo dove dormire.
Questo ha fatto si che ci fosse uno scarso attaccamento alla città e alle sue tradizioni da parte delle nuove generazioni di residenti, lasciando alle spalle una Quartu poco vissuta e poco amata.

Eppure, come in ogni luogo, se ci si addentra nei meandri della storia, delle tradizioni e della cultura in genere, ci si rende conto di quanto una città possa essere sottovalutata.
Abbiamo così intrapreso un “viaggio” nella nostra città di adozione, una delle tante a cui in tempi diversi, ci siamo affezionati.

Quartu Sant Elena è diversa da altre città e in questa diversità possiamo scoprire la sua bellezza.
Nonostante abbia una popolazione di 70.000 abitanti e sia stata qualche decennio fa, nel 1959 esattamente,  “accreditata” come città, è un grande paese nato dall’ unione di più villaggi vicini tra loro.


Breve Storia di Quartu Sant Elena


La stessa origine del nome lo testimonia: Il primo nome era Quarto ab Urbe Lapide, ad indicare che la città sorge al quarto miglio della strada che collegava Cagliari a Palau.
Quindi, come si usava, probabilmente proprio qui sorgeva una stazione romana, primo nucleo abitato della zona.
Molto tempo dopo, nel 1327, due villaggi vicini, Quarto Domino e Quarto Josso, si fondono insieme al villaggio di Cepola.
Nel 1826, con regio decreto, si aggiunge al nome Quarto, quello della patrona, diventando Quarto Sant Elena che solo nel 1862 diventerà definitivamente Quartu Sant’ Elena.
In tutto questo mutar di nomi, si è passati attraverso diversi popoli, come al solito per la Sardegna, in base al dominatore di turno.
Il territorio si prestava bene a una vita agreste e in più il mare vicinissimo e le colline a un passo, rendevano tutta la zona oltremodo amata dai locali ( i primi insediamenti li troviamo già in età neolitica e nuragica) ma appetibile anche da popolazioni affamate di terre da conquistare.
Nei secoli sono passati i Fenici, i Cartaginesi e i Romani che qui incominciarono l’ estrazione del sale.

 

Quartu Sant Elena


Poi i Vandali e i Bizantini; successivamente i Pisani e dopo gli Aragonesi nel 1323 che lasceranno il posto per un breve periodo, nel 1353 alle armate giudicali di Mariano IV di Arborea.
Nel 1400 e 1500 il territorio continua ad essere afflitto da diverse disavventure e così si possono chiamare; dall’ invasione delle cavallette, alla incursioni dei Saraceni, alla carestia fino alla peste che decima buona parte della popolazione della zona, così come accadde poi, in maniera ancora più grave, nel 1652, sempre sotto il dominio aragonese.
Nel 1711 Carlo VI concede in Feudo Quarto alla Famiglia Pes che la manterrà fino al 1836 anche durante il Regno dei Savoia che sostituiscono al potere gli spagnoli nel 1718.
Nel 1793 anche i Francesi provano a conquistare la città ma vengono respinti dalla popolazione locale.
Nel 1862, un anno dopo l’ unificazione d’ Italia, il nome passa da Quarto a Quartu Sant Elena.
Il resto è storia recente e proprio da qui si deve ripartire per movimentarla un po e portare la “nostra” città di adozione a un livello successivo, dal punto di vista economico e culturale, per fare anche di Quartu una città Turistica.

 

Il Territorio di Quartu Sant' Elena


Quartu Sant'Elena sorge sulla parte meridionale della pianura del Campidano si affaccia sul litorale del Poetto, occupando una superficie di 96,41 km².
Distante circa 5 km da Cagliari, la cittadina oggi è di fatto un tutt'uno con la metropoli.

Flumini di Quartu è l’unica vera frazione di Quartu Sant’Elena. Si sviluppa a circa 7 km dal centro, sul fiume Su Pau e può vantare una straordinaria varietà di ambienti naturali: dalla classica macchia mediterranea a piccoli sistemi fluviali e lacustri, in cui son presenti specie animali d'alto interesse naturalistico (su tutte il pollo sultano). Altre località sono: Broccali, Capitana (famosa per il porticciolo turistico, l'omonima Marina di Capitana), Foxi, Geremeas, Litorale, Niu Crobu, S'Ecca Sarridili, Sa Serra Perdosa, Sa Tanca. San Forzorio, Sant'Andrea, Separassiu, Su Forti e Terra Mala.
La parte orientale di Quartu è delimitata dal massiccio montuoso dei Sette Fratelli (che ha nel monte Serpeddì, 1069 metri di altezza s.l.m. la sua vetta più elevata).
Inserito nel parco regionale dei Sette Fratelli - Monte Genis o "nove suricati" si presenta come una grande area di macchia mediterranea, composta principalmente da leccio, sughera, lentisco, corbezzolo, viburno. abitata da cervi, aquile reali e cinghiali.
Il territorio della città di Quartu comprende i due terzi dello stagno del Molentargius e dello stagno delle ex Saline di Stato che dal 1999 costituiscono un parco naturale regionale, riconosciuto come una delle più importanti zone umide d'Europa.
L'area umida di Molentargius, dalla dismissione della attività di estrazione del sale, avvenuta nel 1985, ha attraversato un grandioso percorso di riqualificazione e trasformazione.
Affacciato sul Lungomare Poetto si estende su un territorio di circa 1600 ettari e risulta costituito dal Bellarosa Maggiore o Molentargius (vasca di prima evaporazione), dallo Stagno di Quartu (vasche di seconda e terza evaporazione), dalle altre vasche salanti (saline di Cagliari) e dal Perda Bianca (ex bacino di raccolta delle acque madri).
Il curioso nome deriva dai “is molentargius”, ossia i conduttori di asini - su molenti, in sardo significa appunto asino - che caricavano il sale raccolto nei bacini.
L'origine del sistema degli stagni costieri di Molentargius e di Quartu risale al Pleistocene, i cui ripetuti cicli di ingressione e regressione marina hanno portato al deposito di due strisce sabbiose alluvionali.
Dal punto di vista idrologico il sistema di stagni è alquanto complesso e si distingue in più formazioni.
Il Bellarosa minore è lo stagno più interno, composto di acqua dolce, situato nella zona settentrionale del sistema di stagni ed è alimentato da alcuni torrenti e dalle acque affinate provenienti dall'impianto di fitodepurazione detto "Ecosistema Filtro". I torrenti sono:
• Riu Mortu: attraversa il comune di Monserrato. Nel suo tratto finale passa fra i centri abitati di Monserrato e Pirri (frazione di Cagliari) confluendo sul lato nordoccidentale del Bellarosa minore presso il Viale Marconi di Cagliari.
• Riu Nou: attraversa il territorio del comune di Selargius. Nel suo tratto finale passa a ovest del centro abitato di Selargius confluendo sul lato settentrionale dello stagno, presso un noto centro commerciale.
• Riu Is Cungiaus: scorre lungo il confine fra i comuni di Quartucciu e Quartu Sant'Elena. Nel suo tratto finale attraversa la periferia occidentale di Quartu confluendo sul lato nordorientale del Bellarosa minore.
Nel complesso di stagni del Molentargius convivono moltissime specie di uccelli selvatici, componente naturale più appariscente e rilevante. Il simbolo di questo gioiello naturale sono i Fenicotteri rosa (sa genti arrubia come vengono chiamati dai cagliaritani). Inoltre, è facile incontrare numerose specie di anatre di superficie e tuffatrici, come il Germano reale, il Canapiglie ed il Mestolone, il Moriglione e la Moretta. Altre specie sono presenti tutto l'anno: il Pollo sultano, la Folaga e la Gallinella d'acqua. Tra gli uccelli acquatici frequenti vi sono gli Aironi (l'Airone guardabuoi ha nidificato per la prima volta in Italia proprio a Molentargius nel 1985, anno in cui anche il Mignattaio cominciò a riprodursi nello stagno), Garzette, Cavalieri d'Italia, Avocette, Cormorani, Sterne e Folaghe, Piovanelli, Voltapietre. Frequente è l'incontro con il Martin pescatore e numerose sono le specie di passeriformi, mentre, tra le specie di gabbiani troviamo: il Gabbiano comune, roseo, corso ed il Gabbiano reale.


Quartu Sant Elena ai nostri giorni


Oggi riteniamo di dover  concentrare gli sforzi nel far  crescere Quartu anche dal punto dell’ attrazione turistica, mettendo in evidenza i tesori che troppo spesso rimangono nascosti ai più.

Il Turismo può essere il settore trainante per tutto il comparto economico cittadino: agroalimentare e quindi tutto ciò che è legato ai prodotti tipici locali e alla ristoranzione, passando per i vini, i dolci sardi, il pane tipico..., l' accoglienza con B&B in pirmo piano ma anche case vacanza e hotel, l' artgianato locale legato alle tradizioni più antiche e tutto ciò che dal turismo può tarne giovamento.

 

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Anche dal punto di vista Naturalistico, diventa vitale l’integrazione dell’area umida del Molentargius con il sistema Spiaggia di Quartu - Poetto - Saline, la costa con la cornice dell’area montana del Serpeddì - Sette Fratelli e la porzione di territorio in esse compreso.
Non di solo mare, come spesso si dice, da chi punta sempre, non riuscendoci quasi mai, all’ allungamento della stagione turistica oltre ai soliti mesi estivi di Luglio e Agosto.

Per questo si rende necessario far conoscere anche fuori dal territorio le offerte culturali già presenti e crearne di nuove, legandole in particolare alle tradizioni più antiche e ai prodotti tipici della cucina e dell’ artigianato locale.

In questi casi, lasciando da parte questioni di campanilismo, è importante fare squadra.
Non solo rete tra imprese ma anche unione tra comuni.
I piccoli come Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, devono cogliere l’ opportunità di una Cagliari più Turistica.
Il Capoluogo come punto di attrazione principale che permette poi alle realtà minori vicine di farsi conoscere grazie alle proprie particolarità e ai tanti tesori nascosti.

Questo è ciò che proponiamo per una crescita comune di tutte le realtà imprenditoriali della zona.

Metterci in mostra e farci belli. Vestire l’ abito della Festa e invitare i graditi ospiti.
Per questo parleremo anche delle Sagre cittadine e ne proporremmo di nuove.
Mostreremo Quanto di bello può mostrare la città: le sue chiese e i suoi musei, ma anche le tipiche case campidanesi, uniche e particolarmente apprezzate da chi ha avuto modo di visitarle.


Parleremo della nostra Basilica, Sant Elena Imperatrice così come delle chiese minori, Sant Agata, Sant Antonio, Santa Maria di Cepola, Sant Efisio, San Benedetto,  San Pietro di Ponte nel Cimitero monumentale…
Parleremo dei due musei della città, fondati da un privato cittadino con la passione per la sua terra: Sa Domu’e Farra e il Ciclo della Vita. Piccoli musei in divenire che denotano però la mancanza a livello istituzionale di un piano di sviluppo culturale non esattamente all’ altezza per usare un eufemismo.

Parleremo poi di ciò che rimane in città e nel territorio della storia che in breve abbiamo raccontato.
I resti della tomba dei Giganti di Niu ‘e Crobu, dei tanti piccoli resti di nuraghi tra cui spiccano il complesso Diana, Serra Paulis, Tuvu Mannu, Capitana… Me sono stati contati più di 35 su tutto il territorio.

Ricorderemo poi tutto ciò che anche la Natura ha voluto donare a questo territorio: mare meraviglioso, lo stagno di Molentargius, tra le aree protette più belle del Mediterraneo e i vicini Monti dei 7 Fratelli, territorio incontaminato per escursioni e gite alla ricerca di funghi, asparagi, mirto…

Insomma, se siete a Cagliari o in qualsiasi parte della Sardegna, visitate anche Quartu Sant Elena per scoprire quelle tradizioni del passato che poche altre città possono tramandare.

 

Cosa vedere a Quartu Sant Elena


Quartu Sant’Elena merita una visita non solo per le spiagge da sogno, ma anche per la sua offerta culturale.
Essendo abitata fin da tempi remoti Quartu ospita trentotto nuraghi.
Il principale è il Nuraghe Diana che sorge sulla collinetta Is Mortorius - un'altura a 35 metri sul livello del mare - e risale all'età del bronzo e alla prima età del ferro.
Risulta formato da una torre centrale con copertura a thòlos a cui si aggiungono altre due torri circondate da una cortina muraria.

Nel suo territorio di Quartu sono, inoltre, ancora presenti importanti testimonianze storiche.
Lungo la costa si possono notare i resti di cinque torri d’epoca aragonese (la torre di Carcangiolas, di Foxi, di Sant'Andrea - oggi distrutta, di Mortorio e di Cala Regina) e di diversi fortini (i più interessanti sono quello del Margine Rosso e del Poetto) innalzati per difendere l’abitato dalle incursioni.
Quartu è famosa anche per le sue antiche case costruite semplicemente con làdiri, i tipici mattoni adobe spagnoli realizzati con fango e paglia essiccati al sole). Le case Campidanesi, completate da solaio, un cortile con pozzo o cisterna e sala dove si faceva il pane (sa dom'e farra) erano piuttosto grandi, spesso affrescate e caratterizzate da pavimentazioni finemente decorate. In occasioni di alcune occasioni particolari – come Monumenti Aperti – è ancora oggi possibile visitarle.
Le più notte sono l’ottocentesca casa Mundicu - Serra con tanto di stalle e magazzini. la casa Portas - Perseu (degli inizi del Novecento), la casa Perra – Cappai, la Casa Basciu - Deiana (una delle più grandi case campidanesi di Quartu) Casa Angioni e Casa Secchi.
Sempre durante Monumenti Aperti è possibile visitabile l’ex cartiera Perra, costruita nel 1911 da L. Frau Puddu e l’ex mattatoio caratterizzato da finestre con arco a sesto acuto.

Quartu Sant’Elena ospita due musei: " Casa Museo Sa Dom'e Farra (casa della farina) e "Il Ciclo della vita".

"SA DOM'E FARRA"
La Casa Museo Sa Dom'e Farra (casa della farina), ospitata in una storica casa campidanese sita in via Umberto I venne fondata nel 1978 dal Cav. Giovanni Battista Musiu.
Piccolo museo etnografico custodisce numerosi reperti della tradizione contadina, oggetti di cultura popolare e la ricostruzione dell’arredo della tipica casa padronale quartese a testimonianza di usi, stili di vita e tradizioni della società sarda dei secoli scorsi.
Nella casa erano presenti due cortili; nel primo si affacciano le stalle dei cavalli e dei buoi, i magazzini, la stanza della macina del grano, cantine, corte dei carri e tutto ciò che riguardava l'azienda; nel secondo invece si affacciano camere da letto, stanza per gli ospiti, sale di ricevimento, magazzini del grano e delle graminacee, stanza della farina e stanza padronale, quindi tutto ciò che riguardava la casa del proprietario terriero.
Fino a poco fa visitabile solo in occasione di Monumenti aperti e altri eventi, dall’ottobre del 2020, è nuova casa de is cantadoris, il Museo Multimediale della Poesia Improvvisata;
si tratta di un percorso tecnologico e interattivo dove il visitatore potrà scoprire l’affascinante e complesso mondo della poesia orale campidanese e non solo.

"IL CICLO DELLA VITA"
Il museo etnografico "Il ciclo della vita", in via Eligio Porcu, venne aperto nel 1998 da Giovanni Musiu ha sede in un'antica casa campidanese del 1800.
Al suo interno ospita circa 8000 oggetti di uso quotidiano, legati alla tradizione sarda dal XVIII al XX secolo. All'interno del museo attraverso i vari oggetti è rappresentato appunto il ciclo della vita di una persona sarda vissuta tra quei secoli.

Le Chiese di Quartu Sant Elena

 

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Quartu Sant’Elena ospita diverse chiese cattoliche, di cui sette parrocchiali, una chiesa parrocchiale greco-ortodossa e una di culto cristiano evangelico pentecostale.

BASILICA DI SANT'ELENA IMPERATRICE
Sorge nel cuore della cittadina ed è la chiesa principale di Quartu Sant’Elena ed è dedicata alla patrona.
L’attuale edificio venne costruito nei primi anni dell’Ottocento sui resti di due precedenti chiese.
La facciata, in stile neoclassico, è affiancata da un alto campanile e dalla torre dell'orologio e risulta completata da un timpano triangolare.
Nella parte inferiore troviamo l'ingresso principale, sovrastato da dentelli classicisti e con porte lignee del 1826.
Nella parte superiore troviamo, invece, una finestra inserita nella lunetta centrale.
L'interno, affrescato, è a croce latina.
Si presenta vasto ed armonioso e risulta costituito da un'aula mono- navata con volta a botte divisa da archi a tutto sesto che scandiscono le tre campate.
All’ingresso si può notare una pregevole bussola intagliata e decorata con argento da un artigiano ancora anonimo nel 1795.
Tra la navata centrale e il transetto sinistro si trova il pulpito marmoreo in stile barocco realizzato da Pietro Pozzo nel 1740 ed ornato da volute, tralci, fiori, festoni di frutta, cherubini, e immagini di Sant'Elena. Otto le cappelle ospitate (tre nella navata di sinistra, tre in quella di destra e due nel transetto).
L'ampia sacrestia è coperta da una volta a padiglione dal cui centro pende un lampadario in cristallo risalente ai primi del Novecento.
Il 19 luglio 2007 è stata insignita del titolo di Basilica pontificia minore.

CHIESA DI SANT'ANTONIO DA PADOVA
In via Sant'Antonio è retta dai frati minori francescani (che occupano il convento adiacente, fondato nel 1897 dal padre Ferdinando Diotallevi).
È stata edificata, in stile gotico e neoclassico, a partire dal 1898, sui resti un edificio religioso dedicato a san Gregorio Magno.
La facciata è alta e stretta e si conclude in un timpano triangolare; al centro si può notare il portale, delimitato da una cornice modanata e sovrastato da una lunetta in cui è raffigurato Sant'Antonio col Bambin Gesù.
La chiesa presenta una pianta a croce greca. All’interno della cappella della Vergine di Lourdes si può ammirare un’interessante ricostruzione della Grotta di Massabielle.

CHIESA DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE
Ultimata all’inizio del 2000 è una delle chiese più recenti del cagliaritano.
Opera di Francesco Berarducci si presenta come un edificio moderno e di innovativa concezione.
L'edificio, realizzato in cemento armato, presenta – come ha spiegato Luigi Calcagnile, professore alla facoltà di architettura Valle Giulia dell'università La Sapienza - linee compositive singolari e pareti senza intonaco di reminiscenza brutalista, da un lato si inserisce nell'ambiente con una "carica ascensionale di conquista" e con "l'intrigante metafora della gibbosità collinare" mentre dall'altro riprende i concetti di severa semplicità, praticità e facilità d'accesso della precedente chiesa-capannone.
La configurazione architettonica dell'interno poggia sul concetto liturgico della centralità dell'eucaristia con suggestioni e rimandi alla Chiesa dei primi secoli (architettura paleocristiana). Caratteristica è l'assenza di statue e del tradizionale arredo di banchi con inginocchiatoio, schienale e seduta.
L'intitolazione a santo Stefano, primo martire della cristianità, riprende quella di un'antica chiesetta rurale che ancora alla fine dell'Ottocento sopravviveva nel rione.

ALTRE CHIESE
La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, affacciata sull’omonima piazza, tra le vie Pellico e Iglesias, è stata eretta il 1 ottobre 1954. Suddivisa in tre navate è molto luminosa.
Merita menzione per le attività ricreative organizzate nell'oratorio parrocchiale.
La chiesa di San Benedetto, in stile gotico-catalano, risale alla fine del XIV secolo e si trova in viale Marconi, nel tratto che va dalla parrocchiale di Sant'Elena verso il Cimitero.
La facciata è a capanna sormontata da un campanile a vela. La campana, dedicata a san Benedetto, risale al 1717.
Attualmente, risulta aperta al pubblico l'11 luglio, in occasione delle celebrazioni di san Benedetto, e nei mese di maggio e di ottobre, per la recita del rosario in onore di Maria Vergine.
La chiesa di Santa Maria di Cepola o Santa Maria bambina si trova in via Santa Maria, nel quartiere Cepola.
Documentata fin dall'XI secolo venne costruita, con ogni probabilità, sui ruderi di una chiesa paleocristiana.
La facciata è sovrastata da un campanile a vela di realizzazione relativamente recente e da alcuni merletti che vennero aggiunti successivamente secondo un'usanza dello stile gotico-catalano molto diffuso a Quartu all'epoca.
L’interno semplice e con pochi arredi ha una pianta rettangolare costituita da una sola navata terminante con un'abside semicircolare.
La chiesa di Sant'Efisio si affaccia sull'omonima piazzetta tra via Garibaldi e via XX Settembre venne costruita nel 1728 in stile barocco.
La facciata, conclusa da un campanile a vela a due archi, è molto semplice come la maggior parte delle chiese costruite in quel periodo.
Il portone è quadrato ed è sovrastato da un rosone attraverso il quale la luce entra all'interno della chiesa.
La Chiesa di Sant'Agata si i trova in piazza Azuni ed è annessa all'ex convento dei frati Cappuccini.
Venne costruita nella seconda metà del XII secolo e poi ricostruita tra il 1280 e il 1300.
Caratterizzata da una modesta facciata a capanna ha una sola navata con volta a botte.
Di fronte alla chiesa si trova la croce giurisdizionale, nota come croce gotica, innalzata, con elementi di spoglio, dai frati cappuccini per segnare i termini della loro proprietà.
È formata da una colonna liscia sovrastata da un capitello romano del I secolo e da una croce tardo gotica della fine del XV secolo Venne tolta dal suo sito nel 1868 con lo scioglimento dell'ordine e venne ritrovata nel 1892 durante dei lavori nella chiesa di Sant'Agata. Venne quindi rimessa al suo posto originario.
La chiesa di San Pietro di Ponte, edificata fra il 1280 e il 1300 - all'interno del cimitero, alla periferia della città – si presenta in parte in stile tardo-romanico e in parte di gusto gotico.
La facciata, coronata da un piccolo campanile a vela ormai privo di campana, è costituita da una bifora, piccola e sproporzionata, e da conci di calcare ben squadrati, mentre archetti pensili di varie forme adornano i tre prospetti. L’interno è mono-navata.
La chiesa di San Luca, di recente costruzione, sorge in cima a una collinetta nella zona del Margine Rosso.
Dalla sua piazza è possibile ammirare un bellissimo scorcio dall'alto del golfo di Cagliari.
Infine, la chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista è invece attualmente in costruzione nel quartiere di Pitz'e Serra.

 

Manifestazioni e Eventi a Quartu Sant Elena


Quartu Sant’Elena è famosa per ospitare la Sciampitta, Rassegna Internazionale di Espressioni Popolari.
Da tradizione, si svolge, dal 1985, nella seconda decade di luglio.
Teatro della festa è stato dall''85 sino al 1991 lo stadio "Is Arenas" a oggi però non agibile.
La festa di Sciampitta ha inizio con una messa nella chiesa parrocchiale di Sant'Elena, patrona della città, non soltanto per la religiosità dei singoli elementi dei gruppi folkloristici ma proprio perché in chiesa, nei canti, nei riti, emerge l'anima popolare. Di seguito, la sfilata di ballerini e musicisti per le strade del centro addobbato da fiori e colori per salutarne il passaggio. Durante i cinque giorni di manifestazione, i diversi spettacoli popolari si svolgono fra le strade cittadine con grande partecipazione di un pubblico entusiasta.
Per l’occasione, arrivano gruppi da ogni angolo del globo pronti a “mettere in scena” tutto l’amore per le tradizioni popolari ed a valorizzare l’amicizia tra popoli, la pace e la solidarietà.
Il curioso nome della kermesse prende origine da una delle più antiche danze sarde, "sa sciampitta" appunto, in cui viene simulata una lotta tra due contendenti a suon di calci.
Nel ballo questi vengono sostituiti da passi aerei, cadenzati e ritmati, che dimostrano l'abilità dei ballerini.
La rassegna si svolge sotto i patrocini del Comune di Quartu, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato al Turismo e Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Spettacolo), della Provincia di Cagliari, della Fondazione Banco di Sardegna e Grazie alla Delibera n. 28/1955 del 24.06.2011 ha avuto il Riconoscimento Regionale tra le tredici Manifestazioni Identitarie più importanti della Sardegna.


Prodotti Tipici di Quartu Sant Elena


Quartu Sant’Elena può vantare una ricca tradizione enogastronomica. La parte del leone la fa la cosiddetta “arte bianca”, l' antica arte della Panificazione di cui vanno fieri anche i vicini paesi che vantano un numero importante di artigiani del pane. tra tutti ricordiamo il Fornaio Congiu, antico panificio di Monserrato portato avanti da genearzioni di panificatori.
Oltre al tipico Pane Carasau, qui si può trovare il Civraxiu (pane di grossa pezzatura, dalla crosta di colore bruno dorato e dalla pasta ben lievitata che, per secoli, è stato la base dell’alimentazione contadine medio-campidana), il Moddizzosu (un pane morbido preparato con semola di grano duro e lievitazione naturale, con una sola cottura in forno a legna), Coccoi (pane dalla crosta dorata e croccante e dalla mollica soffice ma compatta e dall’alveolatura fitta e minuta.
La tradizione vuole che venga preparato solo con semola di grano duro – rimacinata o no – e lievito madre o frammentu, poca acqua e un po’ di sale), Pani de is sposus (pane decorato a pasta dura di semola di grano duro, particolarmente pregiato veniva preparato nelle grandi occasioni, come i matrimoni) e Pani cun s'ou (un pane di semola e lievito madre decorato utilizzando forbici o coltellini. Viene portato in tavola a Pasqua).

Tantissimi anche i dolci: tutti dai nomi curiosi ed impronunciabili, ma golosissimi. Su Gateau, Pastissus, Is Candelaus, Sa Arrosa e Mìndula (la rosa di mandorla), Ossus de mortu e Su pani' e saba (Pane di sapa).
Una vacanza a Quartu può essere anche l’occasione per assaggiare i malloreddus, gnocchetti (un formato di pasta di grano duro) preparati con moltissimi tipi di salse e ragù, da quelle più semplici (ad esempio i malloreddus al pecorino o alla salsiccia), a quelle più particolari (come i malloreddus con vongole, pomodorini e bottarga). I buongustai più raffinati, invece, non possono perdere gourmet, le lumache ripiene con aglio, prezzemolo, pecorino, pane e olio.
Le campagne di Quartu, infine, danno i natali ai grandi vini della tradizione: Cannonau, Monica, Moscato, Malvasia, Nasco, Vermentino di Sardegna, Cepola, Maripintau e Yanna.
L’ARTIGIANATO DI QUARTU
Quartu Sant'Elena vanta una millenaria tradizione manifatturiera. L’arte orafa, in particolare, è particolarmente rinomata per via della creazione di preziosi in filigrana. Da sempre gli orafi quartensi realizzano meravigliose spille, raffinati bracciali, splendidi anelli (si ricorda, in proposito la celebre fede sarda) e i bottoni di elevata qualità. I monili, da tradizione, vengono prodotti in filigrana, una particolare tecnica artistica consistente nella lavorazione ad intreccio di sottili fili d'oro i quali, dopo la ritorcitura, vengono fissati su un supporto, anch'esso di materiale prezioso, in modo da creare un elegante effetto di struttura traforata a tema vario (fiori, stelle, ma anche elaborati motivi geometrici).

 

Il Poetto Quartu
Il Mare di Quartu Sant' Elena e le sue spiagge più belle.

L' abitato Quartu Sant Elena dista poco più di un km dalla Spiaggia del Poetto.
Quindi la gente del posto, apporffitta della vicinanza al mare per recarsi a piedi, giornalmente, durante tutto l' arco dell' anno nella bellissima spiaggia sabbiosa.
Buona parte dell' attività all' aperto si svolge proprio in riva al mare dove sono presenti numerosi bar, ristoranti e locali e dove è possibile passeggiare a piedi o in bici nelle lunghe piste appositmante predisposte e che costeggiano il lungo mare.
Arrivare fino al Poetto è quindi visto come una abituale e quasi necessaria attività fisica giornaliera, tanto più che il percorso è accompagnato dalla presenza ormai costante dei fenicotteri rosa e altre specie di ucelli che dimorano nello Stagno di Molentargius e nel parco annesso.
Il Poetto è una lunga spiaggia sabbiosa condivisa con Cagliari ( 10 km in totale) con diversi stabilimenti balneari, e i famosi chioschi sulla spaiggia, dove si può mangiare, prendere un aperitivo, e rilassarsi guardando il mare.
Proseguendo verso Ovest per qualche minuto, arriviamo a Margine Rosso, zona di Quartu con bellissime ville e con una spiaggia sabbiosa riparata, con bassi fondali e quindi adatta per famiglie con bambini.
Se ci si inoltra ancora per qualche km, incontriamo varie località marine dove sono presenti diverse tipologie di costa, spesso sabbiosa e qualche volta con ciottoli e scogli.
Incontriamo quindi Santa Luria, Flumini, Sant Andrea... per arrivare a Capitana, una delle spiagge più belle della zona, importante anche per la presenza del grazioso e funzionale porticciolo turistico.

 

Spiaggia di Capitana

usciti da Quartu S. Elena, percorrendo la Strada Panoramica che porta a Villasimius, s’incontra Marina di Capitana e la sua stretta lingua di spiaggia bianca.
Caratterizzata da fondali sabbiosi e limpidi è circondata da colline di tamerici ed eucalipti.
A Capitana c'è un piccolo ma bello e funzionale Porto Turistico, meta degli amanti della vela e degli appassionati di pesca.

 

Spiaggia di Is Mortorius

nell’omonima località di Quartu S. Elena è tranquilla e frequentata da molti amanti della pesca subacquea.
Ha fondali, piuttosto bassi, di ghiaia a grani, alternati a sabbia e qualche scoglio.

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piaggia di Mari Pintau

splendida spiaggia di Quartu Sant' Elena, insignita della Bandiera Blu.
Il particolare nome (traducibile con "mare dipinto") è un omaggio alla straordinaria bellezza di questo litorale di ciottoli sempre affollato, ma pulito e ben organizzato, i fondali sono bassi e sabbiosi.

 

Spiaggia di Cala Regina

spiaggetta tranquilla di ciottoli, rocce e piccoli scogli che si trova in località Terramala, nel comune di Quartu Sant'Elena.
Lambita da un mare quasi caraibico è sovrastata da uno scenografico strapiombo che ospita una torre d'avvistamento spagnola.

 

Spiaggia di Kal'e Moru

in località di Geremeas (Comune di Quartu S. Elena), poco lontano dal Parco dei Sette Fratelli, questa lunga spiaggia di scogli vanta fondali sabbiosi ed è costantemente battuta dal vento (particolare che la rende meta prediletta dei surfisti).

 
Spiaggia di Baccumandara

in località “Geremeas”, nel comune di Maracalagonis, questa spiaggia facilmente accessibile e ben attrezzata, è di sabbia chiara a grani grossi ed è circondata da promontori e macchia mediterranea.

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