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Giovedì, 29 Giugno 2017 14:10

Sassari

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Sassari è stata abitata fin dal Neolitico; nei pressi del Rio Altana, a Perfugas (non lontano dal capoluogo) sono state rinvenute numerose testimonianze (perlopiù pietre lavorate) dei primi insediamenti sardi e, nei dintorni, non mancano fulgide testimonianze del periodo prenuragico e nuragico: pensiamo alle grandiose domus de janas, ai menhir ed ai dolmen di San Bainzu Arca, oppure all'altare megalitico di Monte d'Accoddi (vestigia della cultura di Ozieri e della cultura di Abealzu-Filigosa), o ancora, ai 150 siti archeologici rinvenuti.

Nel VI secolo a.C., le incursioni cartaginesi sfiorarono appena Sassari, mentre i Fenici riuscirono a prendere solamente il Golfo dell'Asinara e a strappare ai nuragici la fortezza del monte Cau (vicino a Sorso).
I Romani, a partire dal 238 a.C., iniziarono a sfruttare il territorio sassarese (in virtù della sua posizione strategica) e sul finire I secolo a.C. venne fondata Turris Lybisonis (l’odierna Porto Torres) che presto si trasformò in un notevole scalo portuale (da qui, partivano per Roma ingenti quantità di prodotti agricoli, coltivati nel fertile entroterra).

La storia dell’attuale Sassari ha inizio nell’Alto Medioevo, quando, a causa delle continue incursioni saracene, gran parte della popolazione di Turris Lybisonis si spostò nell’entroterra. La città venne menzionata per la prima volta solo intorno al 1130 nel Condaghe (codice medievale scritto in logudorese) di San Pietro in Silki.

Ultima capitale del Giudicato di Torres, Sassari, nel 1294, ottenne lo stato di Libero Comune e, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi (che regolavano il funzionamento e l’organizzazione della città), divenne confederata di Genova (anche se, inizialmente, era filo-pisana). In questo stesso periodo, la città visse un notevole sviluppo (economico, ma anche culturale) testimoniato dalla costruzione del palazzo comunale, di numerose chiese e della prima cinta muraria.

Ad Anagni, nel 1295, per volere di Papa Bonifacio VIII, venne firmata la Pace che pose fine al conflitto tra i Catalano-Aragonesi e i Franco-Angioini (scaturito a causa della guerra del Vespro per il controllo della Sicilia).  Papa Bonifacio VIII, in quell’occasione creò il regno di Sardegna (Regnum Sardinia) (“dimenticando” che la Sardegna avesse già un proprio assetto politico-istituzionale) e lo diede, in feudo, agli aragonesi. L'atto di infeudazione, datato 5 aprile 1297, affermava che “il regno apparteneva alla Chiesa e veniva dato in perpetuo ai re della Corona di Aragona in cambio di un giuramento di vassallaggio e del pagamento di un censo annuo”.

Gli aragonesi, non avanzarono subito i loro diritti e il regno venne conquistato territorialmente solo a partire dal 1324 (quando la Corona, alleatasi col Regno giudicale di Arborea) mosse guerra a Pisa (ormai allo sbaraglio).
Sassari, in un primo momento, sostenne gli aragonesi, ma presto iniziarono a farsi sentire gli effetti di una politica feudale alquanto sregolata; la popolazione insorse e a pagarne le spese con la propria vita furono il governatore aragonese e la sua guarnigione. Dopo un breve periodo di stabilità, la situazione precipitò nuovamente e nel 1329 ci furono nuove sollevazioni popolari (appoggiate dalla Repubblica di Genova e dai Doria, ma duramente represse).

Inevitabilmente, gli Aragonesi entrarono in conflitto con i Doria e anche Sassari pagò le conseguenze della guerra: le forze di Castelgenovese rasero al suolo Sorso. La città fu messa a dura prova anche da una devastante epidemia di peste; nonostante tutto, però i sassaresi mantennero più vivo che mai il loro spirito d’indipendenza e con Mariano IV e Brancaleone (marito di Eleonora d'Arborea), piegarono gli Aragonesi.

Con i declino dei Giudicati, la città tornò sotto la Corona d’Aragona e conobbe lunghi anni di prosperità e crescita, interrotti, bruscamente, da una terribile crisi economica. Le difficoltà di Sassari furono accentuate, nel corso del Cinquecento, dalle numerose incursioni di pirati musulmani (che con ogni probabilità utilizzavano come punto d’appoggio l’Asinara). Particolarmente devastante fu il saccheggio del 1527, coadiuvato dai francesi di Renzo degli Anguillara (alla corte di Francesco I).
Nella seconda metà del XVI secolo, Sassari, rinacque culturalmente: fu aperto un convento di Gesuiti e venne istituita la prima università sarda; il pensiero umanistico e le arti in genere, si diffusero. Nella prima parte del Settecento, però, la conclusione del poco illuminato regno aragonese coincise con un nuovo periodo di difficoltà.

Nel 1713, in seguito al trattato di Utrech, Sassari, conobbe, per qualche anno la dominazione austriaca; poi, poco più tardi, nel 1720, come tutta la Sardegna passò ai Savoia. Sul finire del Settecento, Sassari fece da cornice a numerosi moti popolari e tentò di rendersi autonoma da Cagliari.
Preoccupato che la situazione potesse degenerare, il ViceRé Filippo Vivalda, mandò Giovanni Maria Angioy (funzionario e giudice della Reale Udienza); Angioy, rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, inizialmente provò a riconciliare feudatari e vassalli, ma poi decise di elaborare con i francesi un piano eversivo. Tuttavia, alla fine, in considerazione di quanto stabilito dall'Armistizio di Cherasco e dalla Pace di Parigi, organizzò una marcia antifeudale su Cagliari. Nello stesso momento, però, il Re accolse buona parte delle richieste fatte precedentemente dai sardi ed Angioy non poté fare altro che fuggire a Parigi.

I Savoia ristabilirono il controllo, ma non sempre riuscirono ad arginare le frequenti rivolte popolari. La svolta arrivò, quando nel 1836 Carlo Alberto decise di sopprimere le curie feudali e dare il via, un decennio più tardi, al processo di unificazione del territorio sardo. In quegli stessi anni, Sassari, visse una rinascita culturale, economica e sociale: furono realizzati ospedali, scuole, piazze, nonché una nuova rete fognaria e ferrovia.

Durante la prima Guerra mondiale, la città, grazie alle eroiche imprese della Brigata Sassari, mostrò al mondo il cuore ed il valore dei sardi. Con l’avvento del Fascismo, l’economia agricola locale trovò nuova linfa anche grazie alla creazione di una grandiosa centrale idroelettrica. Superato quasi indenne il secondo conflitto mondiale, Sassari, fu protagonista di un notevole boom economico (grazie anche alla fondazione del polo industriale di Porto Torres).
Punto di riferimento del “Capo di sopra”, Sassari, oggi, è una città moderna, a forte vocazione turistica.

TERRITORIO
Sassari, con una superficie di 546 km², non è solo il più vasto comune sardo, ma è il quinto comune italiano per estensione. Il territorio di Sassari sorge su un tavolato calcareo ed occupa la parte nord-occidentale della Sardegna sviluppandosi tra il golfo dell'Asinara (a nord) ed il mar di Sardegna (a ovest), comprendendo buona parte della pianura della Nurra,

Università di Sassari

La provincia di Sassari (7.692 km²), è stata istituita nel 1859 (due anni prima dell'Unità d'Italia!) ed il suo territorio - che fino al 1927 comprendeva l'intero Capo di sopra dell'isola -   conta oggi 92 comuni ed è delimitato a nord dal golfo dell'Asinara, a sud dalle provincie di Nuoro e Oristano, a est dal mar Tirreno ed a ovest dal mar di Sardegna.

Un territorio tanto vasto, non può non essere caratterizzato da un paesaggio estremamente vario. In questa parte dell’isola si trova l’unico lago naturale della Sardegna: il lago di Baratz, nei pressi di Porto Ferro. La formazione del lago è avvenuta a causa dello sbarramento, da parte di una duna sabbiosa, delle valli fluviali dell'attuale rio dei Giunchi e del rio proveniente da Cuili Puddighinu. Il lago non ha emissari, ma ciò non va a modificare la sua profondità massima (intorno ai 5 metri) per via della permeabilità della duna sabbiosa. Circondato da una rigogliosa macchia mediterranea, il lago, è l’habitat naturale di testuggini d'acqua dolce, folaghe e germani reali.

Molto importante è anche il Lago Coghinas, lago artificiale famoso per ospitare la centrale idroelettrica costruita nel 1924. Circondato da macchia mediterranea, boschi di lecci e sugherete, è la meta perfetta per amanti del bird-watching, del trekking e della mountain bike. Inoltre, è il punto di partenza per scoprire u Filigosu, area rimboschita alle pendici del Limbara, abitata da daini, cervi e mufloni.  Il Coghinas è alimentato dall’omonimo fiume; lungo 116 km, è il fiume più importante della Sardegna Settentrionale; nasce dall'altopiano di Buddusò, e dopo aver raccolto le acque del rio de s'Elema e del rio Altana sfocia nel golfo dell'Asinara (vicino Valledoria). Lungo il fiume si pratica, da diversi anni, il carpfishing,

Il curioso nome, Coghinas, che in logudorese significa "cucine", si deve alla presenza, nei pressi di Casteldoria, di alcune sorgenti di acqua calda che danno vita ad un complesso termale già apprezzato in epoca Romana.

Come il resto della Sardegna, anche Sassari, non ha vette particolarmente imponenti. Meritano, comunque, menzione i monti del Goceano, ideale prosecuzione di quelli del Marghine. Il Goceano comprende il tratto del bacino superiore del fiume Tirso e raggiunge la sua massima altitudine nel Monte Rasu (1259 m), nei comuni di Bottidda e di Bono. Le sue pendici sono ricoperte da vaste foreste di roverelle, acero minore, castagni e lecci. Di particolare interesse sono la foresta Monte Pisanu e l’area di Sos Nibberos famosa per ospitare un biotopo di tassi millenari (dichiarato nel 1994 Monumento Naturale).

Nel comune di Cheremule si erge il monte Cuccuruddu, un antico vulcano, famoso per l’estrazione della cheremulite (anche se ad oggi l’attività è ferma).
Va ricordato (non tanto per l’altitudine: 464 m s.l.m.) il Monte Forte, un rilievo montuoso situato nella Nurra e costituito da quarziti scistose con intrusioni di quarzo. La sua fitta vegetazione è composta perlopiù da corbezzolo, lentisco, fillirea, lecci, rosmarino ed erica.

La Nurra è una sub-regione storica del nord-ovest situata nel quadrilatero compreso fra Alghero, Sassari, Porto Torres e Stintino. Quest’estesa pianura agricola, un tempo ricca di saline e miniere d'argento, oggi si caratterizza per il paesaggio piuttosto spoglio (solo grandi pascoli, macchia mediterranea e gariga).

Infine, una parte del territorio sassarese coincide con il Logudoro, prevalentemente formato da terreni vulcanici: una delle aree più fertili dell'isola.

Fa parte della provincia di Sassari anche L'Asinara, l'isola; 52 km², si sviluppa fra il Mar di Sardegna ed il Mare di Corsica ed è separata dalla piccola Isola Piana dal Passaggio dei Fornelli, stretto canale navigabile. Prevalentemente collinare, l’isola vanta una pregevole avifauna e ittiofauna e, anche per questo, è compresa nel Parco nazionale dell'Asinara e nell'area marina protetta internazionale (Santuario per i mammiferi marini). Una piccola curiosità: L'Asinara non ha sviluppato nessun centro urbano, per via dell'istituzione, sul finire dell’Ottocento, del Lazzaretto e della colonia penale, che interdiceva l'ingresso nell'isola.

Non bisogno dimenticare, infine, La Maddalena: un arcipelago noto in tutto il mondo per la bellezze delle sue spiagge e per il suo mare limpidissimo. Le principali isole che compongono l’arcipelago, inserito nell’omonimo Parco Nazionale, sono: La Maddalena (20,1 km²), Caprera (15,7 km²), Santo Stefano (3 km²), Spargi (4,20 km²), Budelli (1,60 km²), Santa Maria (2 km²), Razzoli (1,5 km²) e Giardinelli (0,80 km²).

SPIAGGE
La costa nord occidentale della Sardegna, punteggiata da cespugli e corbezzolo, è caratterizzata da litorali di sabbia bianchissimi che si alternano a scenografiche falesie e alti scogli. Partendo dalla Riviera del Corallo (il tratto di marina della rada d’Alghero), così chiamata per le sue acque ricchissime di corallo rosso (pescato e lavorato già dagli antichi Romani), si possono scoprire un mare caraibico e spiagge da sogno.  
SPIAGGIA MUGONI DI ALGHERO: si sviluppa lungo la costa del parco di Porto Conte (Riviera del Corallo) e si caratterizza per la sabbia bianca e finissima e per l’acqua verde e turchese. La spiaggia, punteggiata da qualche scoglio, è lunghissima, attrezzata e circondata da una rigogliosa pineta.

Palmadula Porto Palmas

  1. CALA DRAGUNARA DI ALGHERO: deliziosa insenatura di ciottoli e sabbia dorata della Riviera del Corallo. Perfetta per chi cerca una spiaggetta tranquilla e riparata, dove dedicarsi alle immersioni. Il fondale marino è sabbioso con la presenza di qualche scoglio e roccia.  Da qui, partono i barconi per le Grotte di Nettuno.
  2. SPIAGGIA LE BOMBARDE DI ALGHERO: situata poco più nord di Lampianu, questo gioiello di sabbia bianca e finissima della Riviera del Corallo, vanta un mare smeraldino e fondali bassi e sabbiosi (punteggiati, però, da qualche scoglio). Circondata da pineta e da macchia mediterranea è frequentata anche da surfisti. Ben attrezzata.
  3. SPIAGGIA DI MARIA PIA DI ALGHERO: non lontano dal centro, è una delle spiagge più famose (e per questo è sempre piuttosto affollata). Ben attrezzata, quest’ampia lingua di sabbia bianca e fine è costeggiata da una pineta; adatta anche per le famiglie con bambini: le acque digradano dolcemente dalla riva verso il largo.
  4. SPIAGGIA DEL LAZZARETTO DI ALGHERO: vicino alle spiaggia Le Bombarde, è fiancheggiata da rocce di arenaria e da una profumata macchia mediterranea; questo tratto di costa bagnato da un mare cristallino presenta sabbia chiara e finissima. Ben attrezzata, ha un fondale basso e sabbioso.
  5. SPIAGGIA LA SPERANZA DI VILLANOVA MONTELEONE: non lontano da Alghero, quest’ampia spiaggia di fine sabbia chiara con sassolini, è conosciuta anche come spiaggia di Poglina. Il mare, smeraldino, ha fondali sabbiosi che digradano dolcemente verso il largo. Di facile accesso e ben organizzata, è spesso affollata.
  6. SPIAGGIA PORTO FERRO DI SASSARI: raggiungibile attraverso una pineta, quest’ampia spiaggia dalle sfumature rossastre è delimitata dalla torre Negra a nord e Torre di Bantine Sale a sud. La spiaggia è sabbiosa ed il mare è limpido, ma bisogna fare attenzione al frequente moto ondoso.
  7. SPIAGGIA DELL'ARGENTIERA DI SASSARI: inserita in un contesto unico e decisamente particolare (il borgo degli stabilimenti minerari de L'Argentiera), si caratterizza per la sabbia calcarea, a grani medi. Il mare, con sfumature turchesi, ha fondali bassi e sabbiosi; la baia, protetta da un’alta scogliera, è attrezzata e facilmente accessibile.
  8. SPIAGGIA PLATAMONA: è una delle spiagge più note della Sardegna settentrionale. Nel cuore del golfo dell’Asinara, tra i comuni di Porto Torres, Sassari e Sorso, è lunga circa 8 km e vede l’alternarsi di sabbia dorata con ciottoli a sabbia fine e chiarissima. Mare, limpido e dalla mille sfumature di azzurro, con un fondale prevalentemente basso e sabbioso. Alle spalle della spiaggia si sviluppa la profumata pineta di Platamona.
  9. SPIAGGIA DI PORTO PALMAS DI SASSARI: spiaggia selvaggia della costa dell'Argentiera, adagiata al centro di una baia delimita da due scogliere rocciose e circondata da una natura incontaminata. Affacciata su un mare azzurro e limpido, vanta un arenile ambrato e fondali bassi e prevalentemente sabbiosi.
  10. SPIAGGIA LA PELOSA DI STINTINO: perla del Golfo dell’Asinara (si sviluppa all'estremità nord-est di Capo Falcone) è considerata una delle spiagge più belle d’Italia. I suoi tratti distintivi? Soffice sabbia bianchissima e mare turchese, circondati da una profumata macchia mediterranea. Facilmente raggiungibile e ben attrezzata è sempre affollata (soprattutto in luglio ed agosto).
  11. SPIAGGIA PORTU MANNU DI STINTINO: raggiungibile percorrendo una scalinata, questa piccola spiaggia attrezzata, può contare su un arenile dorato di sabbia fine, bagnato da un mare turchese (che però tende a farsi profondo quasi subito).
  12. SPIAGGIA EZZI MANNU DI STINTINO: circondata da dune ricoperte di vegetazione mediterranea, questa spiaggia attrezzata di sabbia chiara mista a sassolini candidi, vanta un aspetto selvaggio ed incontaminato; il mare smeraldino ha fondali bassi e sabbiosi.
  13. CALA LUPO DI STINTINO: profonda lingua di sabbia dorata, a grani medi, punteggiata da qualche scoglio. Il mare ha mille sfumature d’azzurro ed il fondale è sabbioso e digradante. Ben riparata dai venti, questa spiaggia attrezzata, è molto frequentata anche dagli amanti delle immersioni.
  14. SPIAGGIA PAZZONA DI STINTINO: dall’aspetto selvaggio, questa spiaggia bianca con un po’ di ghiaia fine, può contare su un mare azzurro e cristallino. Tranquilla, non è attrezzata.
  15. SPIAGGIA PUNTA NEGRA DI STINTINO: è una delle spiagge più pittoresche della provincia. Di facile accesso, è delimitata dalla tipica macchia mediterranea e da scure scogliere. La sua sabbia, finissima e chiara, è bagnata da un mare limpidissimo, con fondale digradante sabbioso e qualche scoglio. Ben organizzata, è completata da un molo per imbarcazioni da diporto.
  16. SPIAGGIA LE SALINE DI STINTINO: nei pressi della tonnara e delle duecentesche saline, questa spiaggia di sabbia bianca e finissima è dominata da una torre spagnola. Il mare, azzurro e limpido, ha fondali bassi. Spesso battuta dal vento, questa spiaggia attrezzata è molto frequentata anche dagli amanti del surf e del windsurf.
  17. CALA ISOLA DEI PORRI: ad una decina di km da Stintino sorge questo ameno isolotto separato dalla costa da uno stretto canale (si può raggiungere solo via mare). Dall’aspetto selvaggio, questa spiaggia di sabbia chiara mista a ciottolini è circondata da una natura ancora incontaminata. I suoi fondali sono piuttosto alti e, spesso, il mare è agitato.
  18. SPIAGGIA BALAI DI PORTO TORRES: facilmente raggiungibile dal centro abitato, si sviluppa all'interno del Golfo dell’Asinara. Inserita in uno scenario naturale di rara bellezza, questa spiaggia di sabbia dorata, è delimitata da alti scogli. Ben organizzata, ma spesso affollata, vanta un mare cristallino, con fondali poco profondi.
  19. CALA SANT'ANDREA DI PORTO TORRES: situata sulla costa orientale dell'isola dell'Asinara non è certamente di facile accesso: si può raggiungere solo via mare, da Stintino. Tutelata dall’Ente del Parco Nazionale dell’Asinara è una delle spiagge più incantevoli della Sardegna. Questa candida insenatura bagnata da acque turchesi e circondata da una cornice naturale di rara bellezza è un vero e proprio paradiso.
  20. CALA D’ARENA DI PORTO TORRES: di semplice accesso, è il cuore del Parco Nazionale dell’isola Asinara: è inserita, infatti, in un contesto naturale dal fascino selvaggio ed incontaminato. L’arenile, di soffice sabbia bianca, può contare su fondali che digradano dolcemente verso il largo.
  21. SPIAGGIA MARINA DI SORSO: facilmente raggiungibile, si distende all'interno del Golfo dell’Asinara. Il lungo arenile (circa 7 km) è di sabbia dorata mista a ciottoli.  Circondata da pini e ginepri ha fondali limpidissimi, ma piuttosto profondi.
  22. SPIAGGIA DI MARRITZA DI SORSO: lunga e tranquilla prosecuzione verso est dalla spiaggia di Marina, vanta una spiaggia dorata a grana fine che tende a farsi più scura man mano che ci sposta verso est. Il fondale, di sabbia e ciottoli, si fa subito profondo e l’acqua è limpidissima.
  23. SPIAGGIA SAN PIETRO DI VALLEDORIA: di facile accesso, si sviluppa nei pressi della chiesetta di San Pietro a Mare. La spiaggia, ampia dorata, è circondata da una vegetazione profumata. I fondali cristallini digradano velocemente. Ben attrezzata, è frequentata anche dagli amanti degli sport acquatici.
  24. SPIAGGIA LA CIACCIA DI VALLEDORIA: piccola spiaggia caratterizzata da un arenile dorato situata nel Golfo dell'Asinara, Affacciata su un mare turchese, dal fondale sabbioso, è attrezzata e frequentata anche da surfisti.
  25. SPIAGGIA LU BAGNU DI CASTELSARDO: all'estremità del Golfo dell’Asinara ed orlata di dune sabbiose, è una bella spiaggia di sabbia dorata mista a qualche ciottolo. Ben attrezzata ha fondali che digradano velocemente (ed il mare talvolta è agitato).
  26. CALA LA VIGNACCIA DI CASTELSARDO: suggestiva spiaggia che si estende ad est del centro medievale di Castelsardo. Non particolarmente ampia, questa spiaggia attrezzata di sabbia grigia e ciottoli, è bagnata da un mare azzurrissimo (con fondali che digradano rapidamente).
  27. SPIAGGE DI LA MADDALENA: le spiagge di quest’arcipelago sono bagnate da un mare cristallino e hanno poco da invidiare a quelle caraibiche. Difficile dire qual è la più bella o stilare una classifica. Certo è, che meritano di essere scoperte:  Spiaggia Bassa Trinità (orlata da suggestive rocce, ha una spiaggia di borotalco), Spiaggia Punta Tegge (piccola spiaggia di sabbia chiara a grani grossi punteggiata da scogli rosati), Spiaggia Spalmatore (spiaggia di sabbia chiara riparata dal vento da due promontori) e Spiaggia Testa del Polpo (è tra le più suggestive, anche grazie ai suoi scogli di granito rosa).

La Spiaggia Rosa di Budelli merita una menzione d’onore: grazie al suo straordinario effetto cromatico (dovuto all’elevata percentuale di bioclasti nella composizione sedimentaria delle sabbie) è un capolavoro naturale di fama internazionale. Ricordiamo che la spiaggia è tutelata ed è vietato sia il transito che la balneazione.

Per chi vuole godersi tranquillità e relax, altamente consigliate sono le spiagge dell’isola di Spargi: incontaminate e selvagge, sono una vera e propria oasi di pace. Molte delle sue calette sono raggiungibili solo via mare. Anche le Spiagge dell'Isola di Santa Maria sono accessibili solo con delle imbarcazioni. Le più pittoresche? Probabilmente la spiaggia omonima e la Cala di Fosso.

SAGRE E FESTE
Anche Sassari e la sua provincia, come il resto della Sardegna, hanno un ricchissimo patrimonio folkloristico. Scopriamo, insieme le principali feste e sagre che la animano:

Faradda di li candareri

  1. Faradda di li candareri: la Discesa dei candelieri è la processione più sentita ed amata dai sassaresi e si svolge la sera precedente alla festa della Madonna Assunta (Ferragosto).Dal 2013 inserita nel “Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO”, la Faradda di li candareri vede la partecipazione di 12 gremi (corporazioni di arti e mestieri) ed inizia al mattino, con la vestizione dei candelieri nei pressi dell'abitazione dell'obriere (il presidente della corporazione). La processione è aperta dalla banda musicale; seguono i candelieri (che portano il loro simulacro e si dilettano, durante il tragitto, in danze e mille evoluzioni), accompagnati dalle quattro bande cittadine. Lo svolgimento della Faradda, è accompagnata, da alcuni anni, da eventi collaterali:
  2. La "discesa dei mini candelieri" (candelereddi): vede protagonisti giovanissimi aspiranti portatori e tamburini. L’allegra e colorata sfilata si snoda lungo corso Vico e si conclude, per tradizione, nel piazzale della chiesa di Santa Maria.
  3. La "discesa dei medi candelieri": i candelieri utilizzati sono simili, per altezza, a quelli utilizzati per la Faradda, ma hanno un peso decisamente inferiore  e sono portati dai più giovani.
  4. La cavalcata sarda: antica manifestazione (secondo lo scrittore Enrico Costa la prima edizione risale al 1711) che, generalmente, si svolge la penultima domenica di maggio, ed attira visitatori da tutto il mondo. Per l’occasione, le rappresentanze di più di 70 paesi appartenenti alle province sarde – vestite con il loro costume tradizionale e gioielli artigianali -- s’incontrano per celebrare la loro fortissima identità, nata dall’unione delle loro specifiche peculiarità.  La sfilata si svolge a piedi, a cavallo o sulle traccas (i caratteristici carri addobbati con fiori) e fa da preludio alle ardite pariglie del pomeriggio. La giornata si conclude sulle note di launeddas, tra canti e balli tradizionali.
  5. Festa della Madonna delle Grazie: si celebra l’ultima domenica del mese di maggio. La Madonna delle Grazie è la patrona del gremio dei Massai e la festa ricorda il voto fatto dai sassaresi nel 1943 per chiedere alla Vergine di proteggere la città dai bombardamenti che stavano devastando la Sardegna. Ogni anno, una suggestiva processione attraversa la città e porta il simulacro alla chiesa di S. Pietro in Silki, partendo da Piazza Mazzotti al Corso e passando per via Pais, Piazza Azuni, Piazza Castello e, quindi per via Brigata Sassari. Da tradizione, la processione, si ferma davanti al Policlinico e all’Ospedale Santissima Annunziata. Una volta giunto al piazzale San Pietro, il simulacro della Madonnina, viene presentato ai fedeli e, questo gesto simbolico, scioglie il voto dei Sassaresi.
  6. Sa die de sa Sardigna: anche Sassari, come il resto della Sardegna, celebra la festa del popolo sardo per eccellenza; Il 28 aprile di ogni anno si ricordano i Vespri Sardi del 1794 e l’allontanamento da Cagliari dei Piemontesi.
  7. Settimana Santa a Sassari: gli eventi che animano questa settimana sono tra i più suggestivi della Sardegna. Uno dei momenti più attesi è la Processione dei Misteri: il martedì santo, i membri della confraternita dei Misteri portano in processione (fino alla chiesa della Santissima Trinità) le cinque statue che rappresentano i diversi momenti della Passione di Cristo.  Il Mercoledì Santo, invece, si svolge la processione dell'Addolorata (organizzata dalla confraternita del Santissimo Sacramento). I riti della Settimana Santa terminano la Domenica di Pasqua con la celebrazione de “S'incontru” (l'incontro) di Gesù con Maria.
  8. Sardinia Beer Festival: si svolge a Sassari, sul finire di gennaio, ed è il festival internazionale delle birre artigianali e dello street food.
  9. Fiera della Nurra: si svolge tra aprile e maggio a Tottubella, frazione agricola di Sassari. Quella del 2017 è stata l’edizione numero 8. Questa “ecofesta” vuol promuovere, attraverso eventi e dimostrazioni, le realtà produttive e i prodotti della tradizione enogastronomica della Nurra.
  10. Sassari in fiore: si svolge in maggio, a Sassari, ed è uno degli eventi più amati. La rassegna florovivaistica si tiene nel cuore della città e trasforma le piazze del centro in un grande e profumato giardino.
  11. Sagra della Vitella cotta allo spiedo: a Sassari, durante le celebrazioni in onore di San Giovanni (24 giugno) si può non solo gustare vitella cotta allo spiedo, ma anche assistere alle varie fasi di cottura e preparazione. Non mancano momenti in musica.
  12. Girovagando: è il festival internazionale di arte di strada che si tiene in settembre a Sassari. Giunto, quest’anno, alla sua 20° edizione, è un momento di festa, di condivisione e di crescita. Il festival infatti, si propone di “ricreare l’habitat urbano attraverso un’idea più forte e più consapevole della convivenza”.
  13. La Giostra della Torre: si svolge a Sassari, intorno alla metà di settembre e coinvolge, in una tenzone di altri tempi, gruppi di figuranti in costume medievale-rinascimentale.
  14. Settimana Santa di Alghero: i riti della Settimana Santa hanno origine nel XVI secolo. Le celebrazioni hanno inizio la Domenica delle Palme, continuano con la processione dei Misteri del martedì e hanno il loro culmine il Venerdì Santo con la Passione del Signore e la celebrazione della Funzione del Discendimento.
  15. Carraixali de l'Alguer: è il grande e colorato carnevale di Alghero. Una festa per grandi e piccini con sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati. Cosa lo rende un carnevale speciale? La partecipazione di professionisti dello spettacolo.
  16. Rosso di mare: è la sagra dei ricci di mare d’Alghero. Si svolge tra marzo ed aprile ed è l’appuntamento con le eccellenze gastronomiche del territorio ed il particolare del riccio di mare, o come lo chiamano qui “bogamarì” (che si potrà degustare in diverse preparazioni).
  17. Sagra della Fragola: in maggio, nella borgata di Sa Segada (Alghero); è la grande festa dell’agro algherese che permette di conoscere meglio (e degustare) alcune specialità locali (tra queste, la fragola, appunto). Durante la sagra si svolge anche l’elezione di “miss fragolina”.
  18. Birralguer: è il beer festival di Alghero, nonché il più grande evento sulla birra artigianale in Sardegna. In luglio, per 3 giorni, ospita i migliori birrifici artigianali regionali e nazionali.
  19. Sant Miquel: la festa di San Michele, patrono di Alghero, inizia ogni anno a fine settembre e, per l’occasione, le strade e le piazze si trasformano in un grande teatro. Per l’occasione vengono organizzati anche spettacoli musicali, mostre e rassegne enogastronomiche.
  20. Cap d'Any a l'Alguer: Alghero saluta l’anno vecchio in modo speciale: un programma ricco di spettacoli anima il centro storico per tutto il mese di dicembre e si conclude con una grandiosa festa di Capodanno.
  21. Il canto della Sibilla: la notte di Natale nella Cattedrale di Alghero si può assistere al suggestivo canto della Sibilla (noto anche come Signum Judicii o Señal del Judici), un canto medievale che racconta i legami ancora profondi tra la cittadina e la Catalogna. Anche in diverse chiese delle Baleari, infatti, la messa della notte di Natale è allietata dal Canto della Sibilla.
  22. Festival La Notte dei Poeti: è uno dei più importanti festival estivi della Sardegna settentrionale e coinvolge, in luglio, diversi centri (tra cui Alghero, Pula e Nora). In una cornice d’eccezione, tra mare e cielo, la rassegna sposa archeologia e storia, turismo e cultura e vede protagonisti grandi nomi del teatro italiano. L’edizione 2017 sarà la 35°.
  23. Festa di Nostra Signora del Regno: è la festa più importante di Ardara e si svolge la seconda domenica di maggio. Il fulcro delle manifestazioni è lo splendido santuario di Santa Maria del Regno (uno dei più fulgidi esempi d’architettura romanica sarda). Per l’occasione vengono organizzati spettacoli e serate in musica.
  24. La Notte di Sant'Andria: importante festa popolare di tradizione pagana che si svolge a Bono il 30 novembre. Legata al culto del Dio Bacco (in sardo Sant’Andria) ricorda l’anglosassone festa di Halloween (anche se non ha nulla a che vedere con questo rito).  I giovani del posto, il 30 novembre, come da tradizione, svuotano delle zucche e le intagliano. All’interno della zucca (a cui hanno dato le sembianze di un volto umano) pongono poi una candela. Con le zucche illuminate, poi, vanno di porta in porta (invocando Sant'Andria e suonando dei campanelli) per raccogliere dolcetti o piccole offerte in denaro.
  25. La Settimana Santa di Castelsardo: cuore de riti è il Lunissanti castellanese una manifestazione popolare molto suggestiva che si svolge il Lunedì Santo e, rievoca, al tempo stesso, la Passione di Gesù ed il ritorno della primavera. Il Giovedì Santo si svolge la Prucissioni (la processione) con lu Crucifissu e Maria di lu Pientu (simulacro dell'Addolorata), mentre il Venerdì Santo è il giorno del lu Ilcravamentu, sacra rappresentazione della deposizione di Cristo.
  26. Prendas de Ittiri: manifestazione che si svolge, tradizionalmente, sul finire di aprile e si propone di promuovere le eccellenze enogastronomiche ed artigianali di Ittiri. Per l’occasione vengono organizzati laboratori del gusto, degustazioni guidate e dimostrazioni di cucito.
  27. Ittiri Folk Festa: è il Festival Internazionale del Folklore di Ittiri e si svolge in luglio. E’ l’occasione per conoscere meglio tradizioni e costumi dei popoli del mondo.
  28. Ittiritmi: non si sa ancora se si svolgerà l’edizione 2017, ma non si può non ricordare quest’importante rassegna internazionale di musica etnica e world music di Ittiri che, nel corso degli anni, ha visto la partecipazione di artisti di fama mondiale.
  29. Festha Manna: è la più importante festa di Porto Torres e, quest’anno si svolge il 3, 4 e 5 giugno (anche se le celebrazioni iniziano il 3 maggio quando i simulacri lignei secenteschi raffiguranti i Santi Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario vengono portati in processione dalla Basilica di San Gavino sino alla chiesa di San Gavino a Mare).
  30. Sagra del cinghiale: manifestazione organizzata in agosto dai cacciatori di Santa Maria Coghinas. E’ tra le più sagre più amate e frequentate della zona e consente di degustare numerose specialità a base di cinghiale e selvaggina.
  31. Sagra del Tonno: caratteristica sagra di Stintino organizzata dai pescatori locali sul finire di giugno.
  32. Sagra degli Andarinos: si svolge in luglio ed è la festa dedicata alla pasta tipica di Usini. E’ l’occasione per scoprire la tradizionale ricetta, preparata con su ghisadu, un sugo di carne insaporito con pecorino stagionato.
  33. Sagra del Carciofo: è la manifestazione più importante di Uri e si svolge in marzo. L’edizione 2017 è stata la 27°. In programma degustazioni, ma anche mostre, workshop tecnici sull’agricoltura e spettacoli folkloristici.

 

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