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Giovedì, 29 Giugno 2017 08:15

Oristano

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Come testimonia il materiale litico giunto fino a noi, il territorio oristanese, è stato abitato fin dal Neolitico: dal Monte Arci, in particolar modo, si poteva ricavare l'ossidiana, utilizzata per realizzare utensili, punte di lance e monili.

Se durante l’Età del Bronzo, anche Oristano – come il resto della Sardegna - sviluppò le architetture tipiche della civiltà nuragica (tombe dei giganti o domus de janas), lungo la costa si svilupparono gli insediamenti di Tharros (di origine fenicia, in epoca romana, divenne una cittadina fiorente) e di Cornus (fondata dai cartaginesi).

La storia della città di Oristano è, però, indissolubilmente legata al Giudicato di Arborea. Vediamo insieme, perché. Dopo il crollo dell’Impero Romano, ed un breve periodo passato sotto il dominio vandalo, la Sardegna divenne dapprima provincia dell'Impero Bizantino e poi, intorno, all’anno Mille per una serie di questioni interne, l’isola si allontanò dal controllo centrale e creò quattro giudicati autonomi: Cagliari (a sud), Torres-Logudoro (a Nord-Ovest),Gallura (Nord-Est) e Arborea (nel Centro-Ovest).

Il Giudicato di Arborea si estendeva dal golfo di Oristano ai monti del Gennargentu ed ebbe per capitale dapprima Tharros e poi, dal 1070, Oristano; all’epoca, probabilmente, non era particolarmente potente, ma in virtù della sua posizione era uno snodo commerciale e logistico importante.

Nel 1198 il giudicato venne invaso, ed in parte distrutto, da Guglielmo I Salusio IV Giudice di Cagliari: Oristano fu quindi fortificata (vennero alzate mura ed erette una trentina di torri; tra queste, sono ancora oggi visibili la torre di San Cristoforo e la torre di San Filippo).

Nel 1257, Arborea (filo-pisana) partecipò con gli altri regni isolani alla guerra con il giudicato di Cagliari (filo-genovese), che venne non solo sconfitto, ma anche smembrato (permettendo così ad Oristano di allargare i propri confini). Poco più tardi, sotto il regno di Mariano II de Serra Bas, re capace d’intelligenti mosse strategiche, il Giudicato d’Arborea riuscì a controllare la metà dell’isola.

Tra i regnanti più noti, ed apprezzati, di Oristano, si ricorda Eleonora d'Arborea (salita al trono dopo l’uccisione del fratello), che è passata alla storia per aver dotato, nel 1392, il regno della Carta de Logu, un codice di leggi relative al diritto penale, civile e processuale che venne applicato fino alla promulgazione dello Statuto Albertino. Dopo la morte di Eleonora, il Giudicato si avviò verso un lento declino fino al 1420 (anno in cui la Corona d’Aragona acquistò diversi territori sardi) quando venne trasformato in marchesato e passò sotto il controllo di Leonardo Cubello, discendente da Ugone II di Arborea; nel 1475 il marchesato fu annesso definitivamente alla Corona di Aragona e, nell’agosto del 1479, Oristano divenne città regia: da allora, la sua storia, s’intreccia, e si fonde, con quella della Sardegna iberica.

Durante la guerra dei Trent'anni, nel febbraio del 1637, l’Oristanese venne saccheggiato dalle truppe francese: a memoria di questo tragico evento sono rimasti degli stendardi oggi custoditi nella Cattedrale cittadina.
Nel 1652 anche Oristano, come il resto della Sardegna, fu decimata dalla peste e dalla conseguente carestia. 

Con il Trattato di Londra del 1718 il Regno di Sardegna, e di conseguenza anche Oristano, passò ai duchi di Savoia, principi di Piemonte. Nell’agosto del 1767 Oristano e i suoi Campidani vennero consegnati in feudo a Damiano Nurra Conca, ricco commerciante che prese il titolo di Marchese d'Arcais. Qualche decennio più tardi, nel 1838, re Carlo Alberto abolì il feudalesimo e decise di affidare quelle terre ai contadini.

Oristano, nel 1921, diede i natali al Partito Sardo d'Azione. Questo partito social liberale venne fondato da alcuni reduci della Grande Guerra (tra i quali si ricordano: Emilio Lussu, Davide Cova e Camillo Bellieni) e si è sempre impegnato nel nome dell’indipendentismo sardo (precisando, però, il suo carattere autonomista, ma non separatista).

Durante l'epoca fascista, Oristano, vide il completamento di diverse opere pubbliche: oltre alla costruzione della maestosa diga di Santa Chiara sul fiume Tirso, si assistette ai lavori di prosciugamento del paludoso stagno di Sassu, ed alla bonifica del territorio con relativa fondazione (nell’ottobre 1928) del centro abitato di Mussolinia (ribattezzata Arborea nel 1944).
Oristano, oggi importante destinazione turistica, è divenuta capoluogo di provincia il 16 luglio 1974.

TERRITORIO
La città di Oristano si sviluppa per 84,57 km² presso la force del fiume Tirso, lungo la costa centro-occidentale della Sardegna, e si affaccia sull’omonimo golfo.

Città di Oristano

Oristano ospita circa 32.000 abitanti che abitano le sue 7 frazioni: Donigala Fenughedu (situato a nord, oltre il fiume Tirso; fu, fino al 1927, un comune), Massama (in prossimità del fiume Tirso) Marina di Torre Grande (centro residenziale estivo che si è sviluppato intorno all’imponente torre aragonese), Nuraxinieddu (fondata nell'XI secolo come “domus” o “demestiga de rennu”, ospita pregevoli architetture religiose), Silì (si sviluppa nel Campidano di Simaxis ed in passato fu un comune autonomo) e San Quirico.

La provincia di Oristano occupa una superficie di 2.990,45 km² ed è bagnata ad ovest dal mar di Sardegna, confina ad est con la provincia di Nuoro, a nord con la provincia di Sassari, ed a sud con la nuova provincia del Sud Sardegna.
Il territorio è alquanto variegato: se Oristano ha un’altitudine sul livello del mare che non supera i 5 metri, nella sua provincia si possono trovare le placide pianure del Campidano (che, ricordiamo, occupano tutta la parte sud orientale ed attraversa parzialmente anche Cagliari e la provincia del Sud Sardegna), ma anche vette, relativamente importanti, come quelle della subregione del Montiferru (nella parte nord-occidentale).

Questo massiccio, di origine vulcanica, ha la sua massima elevazione nel monte Urtigu (1050 m s.l.m.) e si caratterizza per un'inconsueta varietà di specie faunistiche (comprendente, ad esempio: muflone, cervo sardo, grifone, falco pellegrino, upupa, ghiandaia e cormorano) distribuite in diversi ambienti naturali (che vanno dalla vegetazione costiera alla tipica macchia mediterranea e comprendono anche fitti boschi di lecci). La seconda cima più alta del Massiccio del Montiferru è il Monte Entu, con i suoi 1024 m s.l.m.

Nel settore nord-orientale si trova l'altopiano di Abbasanta (famoso per ospitare la Foresta pietrificata di Zuri – Soddì), diretta continuazione dell'altopiano di Campeda.
Nella parte sud-orientale della provincia di Oristano, nella piana di Uras, si erge invece il massiccio del monte Arci (812 m s.l.m.), famoso anche per le sue cave di perlite. Le sue vette sono rappresentante da tre torrioni basaltici di origine vulcanica: Sa Trebina Longa (812 m), Sa Trebina Lada (795 m) e Su Corongiu de Sizoa (463 m).

L'Oristanese è attraversato da due importanti fiumi: il fiume Tirso (il più lungo della Sardegna con i suoi 152 km) che sfocia nel golfo di Oristano e il fiume Temo (l’unico fiume dell’isola parzialmente navigabile) che sfocia nel Mar di Sardegna.
Allo sbarramento del fiume Tirso si origina il Lago artificiale Omodeo (il nome è un omaggio ad Angelo Omodeo, l'ingegnere che si occupò al progetto della prima diga). Intorno al lago, oltre alla tipica macchia mediterranea, si sviluppano anche boschi di leccio e roverella.

Nel tratto di litorale tra capo Mannu e Marceddì s’incontrano alcuni stagni e saline; tra questi, si ricordano:
Lo Stagno di Cabras: si sviluppa nella parte settentrionale del golfo di Oristano e per biodiversità ed estensione è considerato una delle più importanti aree umide sarde (inoltre, con le zone umide di Mistras, Pauli 'e Sali forma un notevole ecosistema palustre).

Lo Stagno di San Giovanni: si sviluppa per 7 km² nei pressi della costa meridionale di Oristano, nei comuni di Guspini e Terralba, ed ospita diverse specie animali di grande interesse; tra questi: cormorani, aironi, falchi di palude, fenicotteri, pernici di mare, martin pescatore e gabbiani rosei. È utilizzato per l'allevamento ittico del muggine, dalle cui uova si ottiene la bottarga.

Stagno di Sale Porcus: è lo stagno temporaneo più vasto della Sardegna e si estende nella penisola del Sinis, vicino al centro di Riola Sardo e di San Vero Milis. Caratterizzato dall’assenza di immissari e di emissari, per via della forte evaporazione, durante il periodo estivo può prosciugarsi totalmente. Nello stagno nidificano e si riproducono numerose specie di uccelli acquatici (anche in via d’estinzione): fenicottero rosa, gabbiano roseo, volpoca, gru europea ed il pollo sultano viola.

Di fronte la costa della penisola del Sinis, si trova la selvaggia Isola di Mal di Ventre (dichiarata area marina protetta, è abitata perlopiù da tartarughe marine della specie Caretta caretta e testuggini), mentre poche miglia più a sud si può notare lo Scoglio del Catalano (anch’esso dichiarato aree protetta, deve il suo nome ai tantissimi pescatori d’Alghero – ma di lingua catalana – che lo raggiungevano per pescare corallo e aragoste).

SPIAGGE
Il paesaggio costiero d’Oristano e provincia è alquanto variegato: a litorali bassi e sabbiosi si alternano scenografiche falesie calcaree. Molti tratti di costa, pur essendo incantevoli, ancora non sono stati stravolti dal turismo di massa e questo li rende dei piccoli paradisi terrestri. Scopriamo, insieme, quali sono le spiagge più bello di Oristano e provincia:

San Giovanni - Sinis

SPIAGGIA IS ARUTAS DI CABRAS: lunga diversi km, questo tratto di costa basso e sabbioso, ha una particolarità che la rende meravigliosa: non si affaccia, solo su un mare cristallino, ma la sua sabbia risulta composta da granellini di quarzo multicolore: rosa, bianco, verde…. Va considerato però, che il fondale, anche in prossimità della riva è piuttosto profondo. Nelle giornate di vento è molto frequentata dai surfisti. E’ ben attrezzata.
 
SPIAGGIA MARI ERMI DI CABRAS: poco lontano dall’omonimo stagno e dalla spiaggia di Is Arutas è formata da dune di sabbia fine e bianca (resa ancora più scenografica dalla presenza di quarzo colorato). Ampia e punteggiata dalla tipica vegetazione mediterranea, ha fondali digradanti e sabbiosi. Nelle giornate ventose è un paradiso per surfisti.

SPIAGGIA MAIMONI DI CABRAS: poco più a sud di Is Arutas, questa spiaggia di finissima sabbia bianca (ma con incantevoli sfumature rosa dovute alla presenza di quarzo) deve il suo nome al dio dell'acqua Maimone. Tranquilla e con fondali digradanti, è bagnata da un mare azzurro e limpidissimo. Piuttosto ventosa, è una delle spiagge più amate dai surfisti.

SPIAGGIA SAN GIOVANNI DI SINIS: non lontano da Cabras, nell’omonima frazione a nord di Capo San Marco, è inserita in un contesto naturale decisamente affascinante. La spiaggia, non attrezzata, si caratterizza per la presenza di dune di sabbia bianchissima. Bagnata da un mare smeraldino è destinazione perfetta per gli amati dello snorkeling.

SPIAGGIA DI S'AENA SCOADA: non lontano dal comune di San Vero Milis, questa spiaggia di difficile acceso vanta un aspetto caraibico: la sabbia, finissima e candida, è resa ancora più scenografica dalla presenza di quarzo. Con fondali bassi e sabbiosi, è piuttosto ventosa.

SPIAGGIA PUTZU IDU: poco distante da San Vero Milis, proprio a ridosso dell’omonimo borgo turistico si sviluppa questa spiaggia pulita e dotata di diversi servizi. L’arenile, chiaro, è soffice e bagnato da un mare cristallino e poco profondo. Adatta anche per gli amanti delle immersioni, è il punto di partenza perfetto per un’escursione in barca all’incontaminata Isola Mal di Ventre.

SPIAGGIA S'ARCHITTU DI CUGLIERI: ben attrezzata e molto frequentata, questa piccola spiaggia nei pressi del centro, con sabbia color ocra, ha fondali bassi e digradanti (ma con qualche scoglio).

SPIAGGIA DI SANTA CATERINA DI PITTINURI: nel comune di Cuglieri, nella scenografica insenatura tra Punta Cagaragas ed il promontorio della torre Pittinuri. Circondata da rocce calcaree e grotte, vanta una sabbia dorata – con sfumature rossastre- intervallata da scogli. Il fondale, basso, si caratterizza per la presenza di ciottoli. Piuttosto ventosa, è apprezzata dai surfisti.

SPIAGGIA DI TORRE DEL POZZO DI CUGLIERI: questa spiaggia deve il suo nome alla torre d'avvistamento che la domina; adatta anche ai bambini (ben riparata, ha fondali bassi e sabbiosi) ha sabbia fine e chiara, con qualche scoglio.

SPIAGGIA IS ARENAS DI NARBOLIA: lunga circa 6 chilometri, questa spiaggia color dell’oro è ampia e attrezzata; circondata da una splendida pineta mediterranea e da dune di sabbia, è bagnata da un mare limpidissimo, ma i fondali si fanno subito profondi. Ventosa, è frequentata dagli amanti del windsurf.

SPIAGGIA PORTO ALABE DI TRESNURAGHES: ampia spiaggia che si estende per diversi km ed è racchiusa tra scogli e scenografiche rias che scendono a mare. La spiaggia, di sabbia fine, ha un colore rosato ed è bagnata da un mare turchese e trasparente. I fondali, bassi e sabbiosi, la rendono adatta anche alle famiglie con bambini.

SPIAGGIA DI TORRE GRANDE (ORISTANO): non lontano dal centro, deve il suo nome alla sua grandiosa torre spagnola del XVI; ampia e ben attrezzata, sebbene non sia particolarmente scenografica è stata insignita dalla prestigiosa Bandiera Blu. La spiaggia, di sabbia chiara, fa spesso da cornice a mercatini ed eventi culturali. Frequentata anche da surfisti, ha fondali piuttosto profondi già nei pressi della riva.

SPIAGGIA DI BOSA MARINA: facilmente raggiungibile, questa spiaggia ampia di sabbia dorata si sviluppa a sud del molo e dell’isola Rossa. Ben attrezzata, è frequentata anche da famiglie con bambini (i fondali digradano dolcemente verso il largo).

SPIAGGIA COMPOLTITU DI BOSA: tranquilla caletta riparata dal vento che si sviluppa tra Bosa e Alghero. La spiaggia, di sabbia, è circondata da scogli di calcare ed è bagnata da un mare caraibico (con fondali piuttosto bassi). Per raggiungerla è necessario percorrere un tratto a piedi, ma ne vale la pena.

SPIAGGIA TURA DI BOSA: non particolarmente grande, ma di facile accesso. La sabbia è chiara (con riflessi grigi) a grani medio-grossi. Ben attrezzata è bagnata da un mare cristallino, con fondali bassi e sabbiosi.

SPIAGGIA S'ABBA DRUCHE DI BOSA: letteralmente “spiaggia di acqua dolce” si sviluppa a nord dell’abitato di Bosa ed è molto frequentata (anche perché è ben organizzata e attrezzata). L’arenile, circondato da scogliere, è in sabbia grossa, mentre i fondali sebbene non particolarmente profondi nei pressi della riva degradano velocemente. Il mare, trasparente, è color smeraldo.

SPIAGGIA MARINA DI ARBOREA: è un’ampia spiaggia che si sviluppa tra la fresca pineta e gli stagni di Cornu s'Ittiri e S'Ena Arrubia. Ben attrezzata, è di sabbia chiara con qualche ciottolo. Il mare è azzurro e limpido, ma bisogna fare attenzione ai fondali: si fanno subito profondi.

SPIAGGE DELL'ISOLA DI MAL DI VENTRE: questa piccola, ma splendida isola, sita a circa 5 miglia nautiche dalla costa del Sinis vanta spiagge e calette da sogno: la Cala dei Pescatori (punteggiata da scogli e dai fondali piuttosto bassi), Cala del Nuraghe (sabbia grossa e qualche scoglio, ma fondali bassi), Cala del Pontile (sabbia grossa e fondali bassi con qualche pietra), Cala del Relitto (sabbia chiarissima e fine e fondali bassi, con qualche scoglio), Cala delle Tamerici (sabbia chiara alternata a scogli scuri, con fondali bassi e pietrosi), e la Spiaggia di Punta Libeccio (è il punto più meridionale dell’isola, in realtà è formata da 3 calette separate l’una dall’altra da alcuni scogli. Il fondale, cristallino, è basso e in buona parte sabbioso).

SAGRE E FESTE
Tante le feste, soprattutto religiose, e le sagre che animano Oristano e provincia. Scopriamo, insieme, le principali:

Sartiglia

Sa Sartiglia: Si tratta di una spettacolare giostra equestre di origine probabilmente medievale, pittoresca eredità della dominazione catalana; è l’evento simbolo di Oristano e conclude i festeggiamenti del carnevale (si tiene, infatti l'ultima domenica e l'ultimo martedì di carnevale). La giostra della domenica è organizzata dal Gremio (ossia l’antica corporazione delle arti e mestieri) dei Contadini, mentre quella del martedì è curata dal Gremio dei Falegnami.
Una volta terminata la Vestizione de Su Componidori (il capo della corsa), il corteo dei cavalieri raggiunge la via della Cattedrale (dove si svolgerà la Corsa alla Stella). Per tradizione, la corsa è aperta da Su Componidori che si lancia al galoppo cercando, aiutandosi con una spada, di prendere la stella. Dopo di lui, tenteranno l’impresa i cavalieri prescelti.
In occasione di Sa Sartiglia, vengono organizzati il Villaggio Sartiglia (per promuovere l’offerta turistica e commerciale della Sartiglia e di Oristano), concorsi ed incontri culturali.

Sa Sartigliedda: è una Sa Sartiglia  dedicata ai giovanissimi (protagonisti, infatti, sono i bambini ed i ragazzi dai 5 ai 17 anni) e per tradizione si svolge in Via Duomo. Ideata nel 1982 dalla Pro loco, vede protagonisti cavalieri ed amazzoni in erba . La versione junior della Sa Sartiglia non completa solo il programma del Carnevale, ma si svolge anche in agosto, Sartigliedda estiva, sul lungomare di Torregrande

Candelora: per Oristano non è solo un’importante festa religiosa durante la quale si effettua la benedizione delle candele, ma è anche uno dei momenti più attesi della Sa Sartiglia: è in quest’occasione, infatti, che avviene l'investitura ufficiale dei Componidoris. Fin dalle prime ore del mattino, la città si anima e migliaia di fedeli partecipano alle messe celebrate nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e nella Chiesa di San Giovanni dei Fiori.

Settimana Santa: come in tutta la Sardegna, anche ad Oristano (e in provincia) si celebrano con passione i riti della settimana santa. Diverse le processioni e le rappresentazioni in costume organizzate dalle confraternite locali. Tra tutte, ad Oristano si ricordano la processione de "Is Misterius" (il lunedì santo) e la celebrazione della passione di Gesù che culmina con il suggestivo "Su Scravamentu" (che rievoca la deposizione dalla croce).

Festeggiamenti per San Giovanni Battista: oltre alle consuete celebrazioni religiose  nella chiesa  di San Giovanni dei Fiori (Chiesa de Santu Giuanni de Froris), si assiste al “trasporto della bandiera” su un carro addobbato con fiori e spighe. Il corteo, per tradizione, parte la sera del 23 giugno dalla casa de S'Oberaiu Majori del Gremio alla volta la Chiesa de Santu Giuanni de Froris. Il giorno 25, dopo che a porte chiuse è avvenuta l’elezione del nuovo presidente, “S’Oberaiu Majore”, si fa un nuovo corteo: su un carro trainato dai buoi e, scortato da numerosi cavalieri a cavallo, si porta la bandiera a casa del nuovo presidente che s’impegnerà a custodirla per un intero anno.

San Giovanni Battista è celebrato anche in altri centri della provincia:
Aidomaggiore i più piccoli ricevono “su coccoi de S. Juanni”, un pane di pasta dura dalle sembianze di una donna per ricordare, così come vuole la tradizione, la dea madre.
Bonarcado, fisarmonica e tipici canti sardi animano la processione che si conclude, nei pressi della Chiesa, con la tradizionale corsa di cavalli montati “a pelo”.

Carrasegare Osincu (o Karrasegare Osincu): è il Carnevale di Bosa ed è uno dei più pittoreschi della provincia di Oristano.

Sagra delle zeppole: le celebrazioni più dolci del carnevale si svolgono a Narbolia dove ormai da anni una rassegna gastronomica ha come protagonista le zeppole (un dolce unico, ancora preparato a mano, secondo antiche tradizioni).

Primavera in Giardino: in marzo, nell’incantevole cornice di Vega di Milis, si svolge l’attesa manifestazione culturale dedicata al verde, una rassegna di vivaismo specializzato, esposizioni, consigli e curiosità.

Sagra dei ricci di mare: si svolge  sul lungomare fra Mandriola e Putzu Idu – frazioni marine del Comune di San Vero Milis tra marzo e aprile (solitamente ci sono due appuntamenti). Si potranno gustare le specialità a base di ricci di mare e visitare stand gastronomici e d'artigianato.

Sagra de S’Anzone: si svolge a Pasquetta in quel di Bidoni e, ormai, è un appuntamento fisso da 19 anni. È la splendida occasione per una gita fuori porta nei dintorni del Lago Omodeo e per degustare tipiche ricette a base di a base di Agnello di Sardegna e altri prodotti locali.

Fiera dell'Agricoltura di Arborea: si svolge sul finire d’aprile e coincide con la Mostra Regionale Bovini di Razza Bruna e Frisona Italiana (quest’anno giunta alla sua 34° edizione) e con la Giornata della Fragola.

Bosa Wine Festival: si svolge a fine maggio (quella 2017 è stata la quarta edizione): la splendida cornice del borgo medievale di Bosa viene animata da degustazioni, pranzi, cene e tanti eventi musicali.

Sagra de Sos Culurzones: si svolge ad inizio giugno a Ghilarza nei pressi di  Via Volta (palestra comunale) e celebrerà uno dei prodotti tipici più amati della tradizione ghilarzese: i ravioli di formaggio, i culurzones, fatti a mano uno ad uno dalle massaie del paese ed accompagnati da carne di pecora in umido con olive, pane e, ovviamente,  vino rosso locale.

Fiera Regionale del Cavallo e Sagra del bue rosso: si svolge a Santu Lussurgiu, in località San Leonardo de Siete Fuentes. L’ 111° edizione si svolgerà il 2 giugno (per l’occasione si celebrerà anche il santo patrono) e permetterà anche di gustare sfiziosi piatti a base di Bue Rosso.

Sagra del tartufo di Sardegna: si svolge intorno alla metà di giugno a Laconi, lungo il viale alberato, noto come “Su passaggiu de Su Marchesu”. Quella di quest’ anno sarà la nona edizione. Tra musica e balli, si potranno gustare piatti a base di tartufo

Festa di Santa Maria Stella Maris: la prima domenica di agosto, Bosa, celebra Santa Maria Stella Maris: al mattino una scenografica processione di barche agghindate accompagna la Madonna lungo il fiume, dalla chiesa di Bosa Marina alla Cattedrale e, poi, rientra nel pomeriggio.

Bosa Rock Fest 2017: in agosto, dal 19 agosto, si svolgerà la terza edizione: è la festa a tutta musica e birra di Bosa.

Sagra della Bottarga: in agosto, Cabras, festeggia il suo prodotto più tipico: la bottarga di muggine. Un’occasione per scoprirla, conoscerla meglio e, soprattutto, degustarla in tante ricette tradizionali. Questa sagra vuole “valorizzare la cultura, la storia e gli aspetti gastronomici di questo prelibato alimento costituito da uova di muggine lavorate in modo da divenire un vero e proprio caviale del Mediterraneo”.

Sagra Della Mandorla: si svolge a Baressa in settembre; a fare da cornice all’evento sono proprio le strade, gli antichi portali e le corti del centro storico del piccolo borgo. Si può anche assistere alla rappresentazione, in costume, della ''Mandorlicoltura” e alla preparazione di dolci tipici a base di mandorle.

Sagra del vino novello: in novembre, Milis, organizza la più importante rassegna regionale dedicata all’assaggio di nuovi vini. Sarà una splendida occasione per scoprire le tantissime cantine locali e conoscere nuovi percorsi enogastronomici. L’edizione 2017 sarà la numero 26.

MANIFESTAZIONI

Mediterranea: l’edizione 2017 è stata la numero 17. Nel cuore di Oristano si svolge una mostra mercato per promuovere e valorizzare le eccellenze dell'artigianato artistico e dell'agroalimentare. Non mancano intrattenimento, laboratori e degustazioni.

Veleggiata di Primavera: la classica regata velica si svolge ad aprile ed è organizzata dalla Lega Navale di Oristano. Si parte dal Porticciolo Turistico Sa Mardini di Torregrande.

Raduno Harley-Davidson: all’inizio di giugno, per 4 giorni, più di 500 bikers iscritti al "Free Chapter" Harley-Davidson s’incontrano nel cuore di Oristano per scoprire la sua provincia, le sue bellezze e le sue eccellenze gastronomiche. Il Free Meeting 2017 sarà il numero 13.

Dromofestival di Oristano: in agosto festeggerà la sua XIX edizione. Tanta musica, ma anche mostre ed eventi culturali.

 

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