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Venerdì, 13 Ottobre 2017 11:03

Olbia

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STORIA DI OLBIA

Le prime testimonianze dell'uomo in territorio olbiese risalgono al neolitico medio (4000 – 3500 a.C.). A partire dalla media età del bronzo anche Olbia, come il resto della Sardegna, ospitò diversi insediamenti nuragici (come ci ricordano: il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas, il villaggio nuragico Belveghile e la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Abe).

Dopo l’arrivo dei Fenici, nel corso del VII secolo a.C. fu la volta dei Greci di Focea e, proprio in quel periodo, affonda le sue origini il nome Olbia, che deriverebbe proprio dal greco ¿λβιο /olbiòs ossia "felice", "fortunato", "prospero".

Tra il V e il IV secolo, s’insediarono i cartaginesi e, oltre ad innalzare mura e torri, edificarono – nella parte più alta della cittadina - un'acropoli con tempio dedicato a Melqart.

Nel 535 a.C., le acque comprese tra il golfo e la Corsica, furono teatro della battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia) - la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente – tra navi focesi della colonia di Alalia e navi etrusche e puniche.

I Romani invasero la Sardegna nel 238 a.C. e presto, Olbia - trasformata in un importante snodo commerciale ed in una base navale militare – fu riorganizzata e poté godere di grandi opere viarie. Diventata il principale avamposto romano della Gallura, con ogni probabilità fu insignita anche del prestigioso titolo di municipium.

Con la disfatta dell’Impero Romano e la conquista vandalica, Olbia, devastata, visse uno dei periodi più bui della propria storia, da cui iniziò a riemergere alla fine del VI secolo quando apparse su alcuni documenti ufficiali con il nome di Phausiana (in greco bizantino ¦αυσι).

Dopo la separazione dall’Impero Bizantino, la Sardegna si suddivise in 4 giudicati e Olbia, con il nome di Civita, conobbe un periodo di grande sviluppo che la portò ad essere scelta come Capitale del Giudicato di Gallura.

porto olbia

Nel 1296, alla morte del giudice Nino Visconti, Olbia, così come il resto del giudicato fu controllata dalla repubblica di Pisa e la sua autonomia fu messa a dura prova. Anche il suo nome venne mutato in Terranova.

Catalani e Aragonesi giunsero sull’isola nel 1323 e crearono un regime feudale che comportò, di fatto, la disgregazione del Giudicato di Gallura; a partire dal XIII, iniziò, così, per la città un periodo di decadenza e di spopolamento che continuerà fino al XVI secolo; nel 1718, con l’arrivo di Vittorio Amedeo II di Savoia in Sardegna,  anche Terranova venne interessata da progetti di riqualificazione e costruzione di opere pubbliche e infrastrutture che portarono al ripopolamento del centro. La ripresa si fece poi più decisa in seguito all’Unità di Italia.

Durante il ventennio fascista, e più precisamente il 4 agosto 1939, un regio decreto ripristinò l’antico nome romano di Terranova: Olbia. Qualche anno più tardi, nel maggio del 1943, i bombardamenti degli anglo-americani, distrussero la città.

Dalla seconda metà del XX secolo, ed in particolar modo dagli anni ’60, Olbia, visse, grazie anche alla creazione del Consorzio Costa Smeralda, uno straordinario boom demografico ed economico che continua anche oggi.

TERRITORIO

Olbia, in provincia di Sassari, si affaccia sull’omonimo golfo, nel mar Tirreno, si sviluppa su una superficie di 383,64 km² (è uno dei 25 comuni italiani più estesi) ed ospita circa 61.000 abitanti (Olbiesi):

La cittadina confina con gli abitati di Alà dei Sardi, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru, Sant'Antonio di Gallura e Telti e si suddivide in diverse frazioni:

  1. Berchiddeddu: isola amministrativa del comune di Olbia (dal quale dista circa 15 km), si trova, in posizione collinare, al confine tra la Gallura e il Monteacuto.
  2. Murta Maria: frazione marina distante una decina di km dal centro.
  3. Poltu Quadu: quartiere nei pressi dell’aeroporto, è sede di importanti spazi commerciali.
  4. Portisco: si sviluppa in prossimità del golfo di Cugnana ed ospita un attrezzato, e rinomato, porto turistico.
  5. Porto Rotondo: compreso tra il golfo di Cugnana e quello di Marinella è una delle destinazioni turistico balneari più esclusive della costa.
  6. San Pantaleo: arroccata sui monti, nel massiccio di Cugnana, domina l’intera Costa Smeralda.
    san pantaleo

Olbia è inserita in un contesto naturale particolarmente pregevole, circondata dal Monte Pinu (con la sua “vedetta sul nord est”, Punta Casteddu a quota 742 metri), dal Monte Plebi e dal Monte Cugnana, è parte dell’Area naturale marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo, area protetta istituita nel 1997 che si estende da capo Ceraso all'Isola Ruia, a sud di capo Coda Cavallo, includendo anche le isole di Molara e Molarotto. La riserva, oltre a fare da cornice ad una vegetazione rigogliosa ed a ospitare diverse specie di rettili ed anfibi, riveste un grande interesse per gli appassionati di subacquea, in quanto presenta numerosi punti di immersione di interesse naturalistico.

Oltre ad ospitare il Parco Fluviale del Padrongianus (destinazioni prediletta da escursionisti, appassionati di bird-watching, canoisti e kayaker), Olbia, vanta anche il più grande parco urbano della Sardegna: il Parco Fausto Noce.

Tante anche le zone umide presenti sul territorio: lo Stagno delle Saline, lo Stagno di Cugnana, lo Stagno delle Gravile e lo Stagno di Tartanelle.

Non va dimenticato che appartengono al territorio di Olbia diversi scogli (gli scogli dei Tre Fratelli, gli scogli di Mezzocammino, gli scogli di Mortorietto e lo scoglio dei Magroni) e numerose  isole:

  1. isola dei Cavalli,
  2. isola del Cavallo,
  3. isola della Bocca,
  4. isola di Barca Sconcia,
  5. isola Gabbia,
  6. isola di Leporeddu,
  7. isola Manna,
  8. isola di Mezzo,
  9. isola di Molara
  10. isola di Molarotto
  11. isola di Patron Fiaso,
  12. isola Piana
  13. isola dei Porri
  14. isola di Portisco
  15. Isole di Portolucas
  16. isola di Tavolara

Il territorio di Olbia, ospita anche numerosi siti archeologici importanti: oltre alla Necropoli punico-romana posta sotto la sotto la basilica di San Simplicio, nei pressi della frazione di Berchiddeddu si può ammirare un dolmen e un menhir di epoca prenuragica; in località Maltana, invece, c’è il nuraghe Mannazzu o Mannacciu, mentre sulla strada che conduce al Golfo degli Aranci si ricorda il particolare pozzo sacro di Sa Testa.

SPIAGGE

Il territorio costiero di Olbia, bagnato da un mare cristallino e dalle mille cromie di azzurro, si estende per un centinaio di chilometri alternando spiagge di sabbia chiara a scenografiche scogliere. Scopriamo, insieme, alcune delle spiagge più belle.

  1. Spiaggia di Pittulongu: a nord della cittadina è soprannominata "La Playa"; è il lido preferito dagli olbiesi e si caratterizza per la sabbia finissima e per la presenza di piccole conchiglie. Ben attrezzata, può contare su fondali sabbiosi e poco profondi.
    pittulongu
  2. Spiaggia Lo Squalo: si sviluppa proprio di fronte all’Isola di Tavolara ed è separata dalla spiaggia di Pittulongu da una lingua rocciosa. Il suo splendido arenile è di sabbia finissima e chiara. Il particolare, ed inquietante, nome richiama l’omonimo stagno, sito alle sue spalle.
  3. Spiaggia di Porto Istana: 12 chilometri a sud dal centro di Olbia, è composta da 4 calette, separate tra loro da fasce rocciose. Molto frequentata (anche perché è attrezzata e di semplice accesso), vanta un arenile di sabbia chiare e fine e fondali che degradano dolcemente verso il largo.
  4. Spiaggia di Marinella: a pochi km dalla mondanissima Porto Rotondo, è un piccolo paradiso bagnato da un mare incredibilmente azzurro. Con fondali bassi e sabbiosi è dotata di ogni comfort e vi si può accedere con facilità.
  5. Spiaggia Le Saline: è una lunga spiaggia non molto distante dal centro, frequentata soprattutto dagli abitanti del posto, surfisti e velisti, è caratterizzata da sabbia a grana grossa di color grigio. I fondali si fanno subito profondi.
  6. Spiaggia li Cuncheddi: si sviluppa all’interno della baia denominata “Cala Sos Passizzeddos". Bagnata da un mare turchese, presenta scogli bianchi (che contrastano con la sabbia a grani medi color giallo ocra). Molto amata dai surfisti, è dotata di tutti i servizi.
  7. Spiaggia Poltu Casu: deliziosa caletta ben riparata dai venti, all'interno di un golfo cinto da alte scogliere (che arrivano fino al mare). Inserita in un contesto naturale particolarmente pregevole può contare su un fondale basso e sabbioso ed un mare limpido e mai troppo agitato. Non è attrezzata.
  8. Spiaggia Marina Maria: in frazione Murta Maria, è una spiaggia con sabbia a grani medi e fondali bassi e sabbiosi. Molto frequentata da surfisti, è dotata di diversi servizi.
  9. Spiaggia di Portisco: circondata da una vegetazione lussureggiante e bagnata da un mare limpido ed azzurro, si sviluppa nella parte occidentale del Golfo di Cugnana ed è delimitata, a nord, dalla costa rocciosa, e, a sud, dal porto attrezzato. Di sabbia chiara e fine, è ben organizzata e facilmente accessibile
  10. Spiaggia Sa Rena Bianca: nei pressi di Portisco, con il suo arenile di sabbia finissima e bianchissima lambito da un mare turchese ha poco da invidiare ai Caraibi. Attrezzata, può contare su fondali bassi e sabbiosi.
  11. Spiaggia Punta Volpe: è una delle spiagge più frequentate dell’esclusiva Porto Rotondo. I suoi colori sono tra i più suggestivi e pittoreschi (anche per via dell’effetto dato dall’alternarsi della sabbia ai piccoli ciottoli). Circondata da scogliere, è l’ideale anche per praticare attività subacquee.
  12. Spiaggia Ira: lambita da acque smeraldine che contrastano con il bianco candido della sabbia finissima, questa spiaggia di Porto Rotondo, è molto frequentata dalle famiglie (che apprezzano non solo i fondali bassi, ma anche l’ottima dotazione di servizi).
  13. Spiaggia dei Sassi: bella spiaggia di Porto Rotondo caratterizzata da sabbia fine mista a sassolini grigi. I suoi fondali sono piuttosto bassi. Inserita in un contesto naturale pregevole, è attrezzata.
  14. Spiaggia Punta Corallina: bagnata da acque limpidissime, questa splendida spiaggia di sabbia chiara e fine è resa ancora più pittoresca dalla presenza di un porticciolo da diporto. Ben organizzata e facilmente accessibile può contare su fondali bassi.
  15. Spiaggia Marina di Cugnana: piccola, ma ben servita spiaggia di sabbia mista a sassolini color grigio. Immersa in un contesto naturale scenografico, è bagnata da acqua turchesi e può contare su fondali non troppo profondi.
  16. Spiaggia Cala Razza di Giunco: circondata da una vegetazione lussureggiante, questa spiaggia di sabbia a grani è ben servita ed è molto frequentata dalle famiglie anche per i suoi fondali che degradano dolcemente verso il largo.
  17. Spiaggia Bados: situata al confine con Golfo degli Aranci, è una spiaggia di sabbia fine e grigia, decisamente ampia. Ben servito ed attrezzato, è uno dei litorali più frequentati dalle famiglie.
  18. Spiaggia Punta Saline: non attrezzata, questa tranquilla spiaggia di sabbia color ocra circondata da rigogliosa macchia mediterranea è frequentata soprattutto dagli abitanti del posto ed è l’ideale per chi vuol godersi in pace un mare da sogno.

SAGRE ED EVENTI

CARNEVALE: Olbia festeggia il carnevale con allegre sfilate di maschere e carri allegorici, tanta musica, golosi dolcetti e prelibatezze locali. “Su carrasegare olbiesu”, ha inizio per tradizione il giovedì con una festa che vede protagonisti proprio i più piccoli. Durante la sei giorni di festeggiamenti, non mancano lezioni di cucina dedicate ai dolci carnevaleschi, iniziative benefiche e concorsi.

SETTIMANA SANTA: anche Olbia celebra con partecipazione i riti della Settimana Santa che hanno inizio la domenica delle Palme con la benedizione e la tradizionale processione. Dopo la “lavanda dei piedi” e l’ adorazione del Santissimo Sacramento del Giovedì, i Riti, entrano nel vivo il Venerdì Santo con la Via Crucis che culmina con il “s’Iscravamentu” la rappresentazione della Passione, crocifissione e deposizione del Cristo. La domenica di Pasqua, infine, si celebra la Resurrezione con la Processione di “S’Incontru”.

Festa di San Simplicio: il 15 Maggio si festeggia il patrono di Olbia e di tutta la Gallura: San Simplicio. Oltre alle tradizionali celebrazioni religiose, vengono organizzati una serie di eventi che richiamano un numero sempre maggiori di visitatori. Tra gli appuntamenti più attesi la “Remata della Gioventù”, la Sagra delle cozze, il Palio della Stella e lo spettacolo pirotecnico.

san simplicio2

Festa di San Giovanni e della Madonna del Mare: il 24 giugno Olbia festeggia San Giovanni e la Madonna con una pittoresca processione: i simulacri del Santo e della Vergine, su un battello addobbato a festa, vengono seguiti da decine e decine di imbarcazioni. Dopo la processione, come da consuetudine, si svolge il “salto dei fuochi”, e, tra competizioni sportive e canore, prende il via la sagra del pesce fritto e dei frutti di mare.

Una notte in Italia: dal 1991, in luglio, l’Isola di Tavolara, ospita una rassegna cinematografica che vede la partecipazione anche di ospiti illustri. Il festival rappresenta un’ottima occasione per il cinema sardo, e per gli attori emergenti, di farsi conoscere al grande pubblico. Tanti anche gli eventi collaterali.

PRODOTTI TIPICI

Olbia ha un’antica tradizione artigianale. Nelle botteghe e nei laboratori sparsi per la città si possono vedere all’opera i mastri ceramisti che creano manufatti unici e abili tessitori che realizzano, con telai a battuta manuale, tappeti di rari bellezza.

Da non dimenticare, poi, i coltelli ed i gioielli in argento o in oro lavorati con la tecnica della filigrana: la “fedina sarda”, qui, è ancora un intramontabile simbolo d’amore.

Per quanto riguarda la gastronomia, a Olbia, i profumi e i sapori della terra (eredità di una ormai perduta cultura agro-pastorale) s’incontrano con i profumi e i sapori del mare e danno vita a piatti semplici, ma gustosi.

I primi piatti più tipici sono la Sùppa cuata (che ricorda la classica lasagna ma è preparata con un saporito brodo di carne di pecora, pane, qualche fetta di panedda, ossia provola a pasta filata a forma di pera) e li Pulicioni Gadduresi, ravioli di semola di grano duro, con goloso ripieno di ricotta, uova, e scorza di limone. Molto diffusi sono anche la fregula cun cocciula (palline di pasta di grano duro – che ricordano il cous cous - con vongole), la Trippa di vitello gallurese (preparata con fagioli e servita con croccante pane Carasau) e i “Chiusoni al casu ferriau”: gnocchetti con formaggio fuso e zafferano.

Uno dei secondi a base di carne più tipici è il capretto al profumo di mirto. Ovviamente, anche in questo angolo di Sardegna è molto diffuso il porcheddu o porcetto, il maialino cotto alla brace. Da non dimenticare anche un piatto povero, tipico della tradizione contadina: la mazza frissa, preparata con panna e farina di semola.

Burrata
Burrata 2

Nei ristoranti lungo la costa si possono gustare: la tipica zuppa di pesce gallurese, la bottarga (da provare sugli spaghetti) le cozze, i ricci di mare e l’aragosta,

Tra i dolci più diffusi vanno ricordati gli acciuleddi e meli (dalla particolare forma di treccia sono fritti in abbondante olio e poi cosparsi di miele, scorza d’arancia e zucchero a velo), i rujoli (golosi ravioli di ricotta ricoperti di miele o zucchero a velo) e Li papassini (i dolci di Ognissanti).

Per quanto riguarda i vini, ad Olbia è particolarmente diffuso il Vermentino di Gallura, vino bianco perfetto come aperitivo o con il pesce ed i crostacei.

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